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Nessuna offerta per le manovre ferroviarie a Savona-Vado

Disertata anche dall’incumbent (Mercitalia) la gara per il servizio per cui l’Adsp prospettava ricavi fortemente sovrastimati rispetto a statistiche e lavori in corso

di Andrea Moizo
20 Gennaio 2026
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È andata deserta la gara da 21,96 milioni di euro organizzata a dicembre dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale per riassegnare per cinque anni (più eventuale proroga biennale) il servizio di manovra ferroviaria nei porti di Savona e Vado Ligure. Nemmeno l’incumbent (Mercitalia Shunting and Terminals), infatti, ha presentato un’offerta.

“È un settore di nicchia dove ho già verificato spesso queste situazioni. Stiamo valutando se procedere a bandire la gara a condizioni differenti, il settore è da sempre caratterizzato da pochissimi operatori” ha commentato il presidente dell’Adsp Matteo Paroli, senza dilungarsi oltre sulle ragioni del fallimento della procedura.

Probabile, tuttavia, che almeno una risieda nell’impianto economico della gara, come evidenziano le richieste di chiarimenti pervenuti all’ente (pubblicate sul sito della port authority). Il primo riguardava in particolare l’analisi di domanda proposta dall’ente e messa a base del modello di sostenibilità economica. Attribuendo il risultato all’interpolazione di dati relativi al primo semestre e previsioni elaborate dall’Adsp, si prospettava un 2025 chiuso con 2.055 treni (+34%), per arrivare a quasi 5.500 (+167%) del quinto anno.

In realtà i dati al terzo trimestre raccolti dalla stessa Adsp suggerivano un trend decisamente differente e maggiore cautela, con 1.307 treni manovrati contro i 1.241 dei primi nove mesi del 2024 (+5,3%). Come del resto segnalava uno degli operatori interessati: “Allo stato attuale (dicembre 2025), la proiezione dei traffici per il 2025 si attesta a circa 1.750 treni (dato inferiore del 15% rispetto ai 2.055 treni indicati nel Pef). Considerato che il Pef fonda la sua sostenibilità economica su ricavi attesi da un notevole aumento di domanda (proiezione di +58% rispetto al dato del Pef riferito al 2025 o di +85% rispetto alla reale proiezione dei dati del 2025) e che tale crescita coinvolge specificamente lo scalo di Vado Ligure, si chiede di conoscere quali siano state le assunzioni che hanno consentito, in fase di elaborazione del Pef, di ipotizzare un incremento di traffico del 58% rispetto al dato (già sovrastimato del 15%) del 2025, considerando che le lavorazioni previste per la realizzazione del nuovo layout dello scalo di Vado Ligure e la realizzazione del nuovo apparato Acc (Apparato Centrale Computerizzato) sono già avviate e che proseguiranno con restrizioni al volume di traffico non solo per l’Anno 1 di concessione, ma anche per parte dell’Anno 2 di concessione”.

Questa la risposta dell’ente in proposito: “La stima dei volumi è stata elaborata sulla base dell’andamento registrato nel primo semestre nonché considerando l’attivazione, avvenuta di recente, di un nuovo traffico rinfusiero presso lo scalo portuale di Savona. È stata inoltre tenuta in debita considerazione la chiara volontà, più volte manifestata dagli operatori portuali di Savona, di incrementare il numero di treni, incremento che risulta già oggi tecnicamente possibile e attuabile”.

Dal mercato sembra essere arrivata la replica che l’aumento dell’offerta non genera automaticamente aumento della domanda di trasporto ferroviario merci.

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