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Lavori aggiudicati e 33 mezzi marittimi da impiegare per la fase B della nuova diga di Genova

I cassoni saranno realizzati in Toscana, a Piombino, e per il consolidamento del fondale si cambierà metodo

di Andrea Moizo
21 Gennaio 2026
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Dopo il passaggio amministrativo della scorsa settimana, la Regione Liguria, investita dal commissario all’opera Marco Bucci del ruolo di soggetto attuatore e stazione appaltante, ha formalmente aggiudicato i lavori della Fase B della nuova diga foranea del porto di Genova.

L’aggiudicatario è come noto la cordata formata da Rcm, Sales e Consorzio Integra, che ha ribassato di poco più del 2% la base di gara (portando l’offerta a 435,31 milioni di euro) e di poco più del 3% i tempi (arrivando a 1.188 giorni dalla consegna del cantiere) e il decreto di aggiudicazione rivela alcuni dettagli dell’offerta. Innanzitutto vi si legge che il raggruppamento aggiudicatario “intende cooptare l’impresa E-Marine Srl”, società armatrice di diversi mezzi d’opera avente sede a Genova ma facente capo a uno dei rami della famiglia di costruttori chioggiotti Boscolo (alcuni esponenti dei quali hanno avuto un ruolo anche in Fase A, come armatori della bulker Guang Rong arenatasi un anno fa a marina di Massa), mentre Integra ha indicato “quale consorziata esecutrice la società Erre Srl”.

A proposito di mezzi marittimi, sono 33 oltre a 4 di riserva quelli proposti dal consorzio, che ha inoltre “proposto di avviare le attività su più fronti di lavoro specificando le tempistiche (h24 – 7 giorni su 7)”. Tali “fronti” avranno diverse collocazioni. A Genova la cordata opererà sul lato di levante dell’ex banchina Idroscalo, “limitando le interferenze con il terminalista Rolcim con la previsione che le attività di carico giornaliero verranno eseguite di sera o nelle prime del mattino”. Per lo stoccaggio dei materiali sarà utilizzata una porzione (a monte) del riempimento Ronco-Canepa, mentre “gran parte delle attività di prefabbricazione dei grandi manufatti di cemento armato sarà eseguita al di fuori del bacino portuale genovese, a Piombino (dove Sales dispone di area idonea ad ospitare i relativi bacini, nda)”. Offerti inoltre (senza precisazione sulla collocazione) “3 impianti di betonaggio fissi più 2 su pontone” e “un ampio numero di cave, di cui 5 di proprietà che producono materiale corrispondente ai requisiti di progetto”, con “disponibilità di punti di carico e scarico sia a Genova che a Piombino”.

I grandi manufatti menzionati sono i 30 cassoni di cui si compone la sezione T9 dell’opera in cui consta la Fase B, che avranno quattro formati diversi, molto simili, risultando di dimensioni inferiori rispetto a quelli maggiori di Fase A (i maggiori avranno una base di circa 28×40 metri e saranno alti 23,7 metri). La durata di fabbricazione del singolo cassone proposta, “ritenuta congrua” dall’appaltante sarà di 25 giorni, superiore a quella di 20 giorni proposta dall’appaltatore di Fase A per i cassoni più grandi (anche se alla posa del primo, il 5 novembre, non ne è seguita alcuna).

Da notare infine come la cordata guidata da Rcm abbia proposto per il consolidamento del fondale (che, come noto, ha contribuito alla lievitazione dei costi ex post per Fase A ed ex ante per Fase B) una soluzione differente da quella indicata nel progetto esecutivo redatto dallo stesso progettista di Fase A e utilizzato appunto per la prima parte. Si prevede infatti di rinforzare il terreno sempre con colonne di ghiaia, ma realizzate non con metodo “wet top – feed blanket” bensì con “bottom feed”. In sostanza non si stenderà un tappeto di ghiaia destinata poi a riempire per gravità e pressione idraulica le colonne, ma si realizzeranno prima queste ultime per poi riempirle dal basso mediante apposito canale di conduttura posizionato a fianco del vibroflot (lo strumento di scavo della colonna).

Tale metodo è ritenuto generalmente in letteratura più accurato, ma più impegnativo in termini di costi e tempi, tanto che, si legge nel decreto, “la commissione ritiene che, avendo l’offerente accettato la documentazione di gara, qualora la direzione lavori non approvasse le modifiche proposte (ovviamente a parità di prezzo, ndr), il concorrente sarà comunque impegnato ad eseguire le lavorazioni secondo quanto indicato nel progetto esecutivo validato e posto a base di gara”.

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