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A Genova dal Rotary un presidio di sicurezza per Stella Maris: consegnati nuovi Dpi ai volontari

Analizzata durante l’evento l’evoluzione dell’assistenza in porto: nel 2025 consegnati 10mila pacchi agli equipaggi. Il problema dell’”invisibilità” dei lavoratori  

di Nicola Capuzzo
24 Gennaio 2026
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Nuove dotazioni di sicurezza per consentire ai volontari di operare a bordo delle navi nel pieno rispetto delle normative. È il contributo concreto arrivato dal Rotary Club Genova Ovest a favore della Fondazione Stella Maris, ufficializzato ieri durante l’incontro “Il benessere marittimo” nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio. L’iniziativa, guidata dal presidente del Club Giovanni Lettich con il supporto del Governatore del Distretto 2032 Luigi Gentile e l’adesione di tutti i club cittadini, punta a sostenere l’operatività di una realtà storica, fondata dal cardinale Siri e attiva sulle banchine genovesi dal 1932.

L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sulle mutate condizioni di vita dei marittimi: in uno scalo che si sviluppa per oltre 20 chilometri e gestisce circa 7.000 toccate nave annue, la rapidità delle operazioni commerciali ha ridotto drasticamente i tempi di sosta, aumentando l’isolamento degli equipaggi. Un cambiamento che ha ridefinito anche i compiti di Stella Maris: non più solo assistenza spirituale, ma un vero e proprio supporto logistico “di prossimità”. Un dato in particolare inquadra questa evoluzione: nel 2025 l’associazione ha gestito il recapito di 10.000 pacchi e-commerce, fungendo da punto di riferimento essenziale per i lavoratori del mare che, senza questo filtro, non potrebbero ricevere beni personali. «I nuovi Dispositivi di Protezione Individuale – ha sottolineato Lettich – sono indispensabili affinché i volontari possano salire a bordo e garantire questi servizi in sicurezza».

Il dibattito ha messo in luce la centralità economica della gente di mare, categoria che muove il 90% delle merci globali ma che resta, secondo la definizione del segretario generale dell’Adsp Tito Vespasiani, composta da “lavoratori invisibili” per la società civile. Sul fronte della sicurezza e delle emergenze è intervenuto l’ammiraglio Antonio Ranieri. Il Comandante del Porto ha citato un episodio avvenuto nel 2025 – l’abbandono di una nave mercantile – come esempio della sinergia tra Capitaneria e Stella Maris nel fornire sussistenza agli equipaggi bloccati. Un impegno quotidiano confermato dal presidente della Fondazione, Giacomo Costa Ardizzone, e dal direttore Giampiero Carzino, che hanno accolto la donazione come uno strumento fondamentale di tutela per gli operatori.

La manifestazione ha registrato un’ampia partecipazione istituzionale, a dimostrazione della volontà di ricucire il tessuto connettivo tra la città e il suo porto. Concetto ribadito nei saluti, incluso quello dell’on. Edoardo Rixi, e negli interventi del vicesindaco Alessandro Terrile e del presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, che hanno unanimamente lodato il servizio svolto dall’Apostolato del Mare. A chiudere la giornata, la benedizione delle attrezzature e il coinvolgimento delle nuove leve: presenti in sala numerosi studenti dell’Istituto Nautico e dell’Accademia della Marina Mercantile, potenziali futuri protagonisti del settore.

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