Senza un accordo il rigassificatore di Piombino rischia uno stop di due anni e mezzo
Questo il tempo necessario per installare altrove la struttura: chiesta la proroga alla Toscana
Il rigassificatore Italis Lng di Piombino a luglio potrebbe dover staccare la spina e star fermo per almeno due anni e mezzo, sempre che si trovi nel giro di pochi mesi una collocazione alternativa.
La nave gestita da Snam, infatti, era stata collocata nello scalo piombinese nel 2023, in accordo col commissario ad hoc, il presidente allora come oggi della Regione Toscana Eugenio Giani, per una permanenza che non superasse i tre anni. Il Governo aveva ottenuto una candidatura della Liguria a ospitare il rigassificatore davanti a Vado Ligure, tanto che la relativa procedura di Via fu tempestivamente avviata ed è da anni in sospeso al Ministero dell’ambiente.
Nel frattempo, però, col cambio alla presidenza della Regione Liguria – a Giovanni Toti, travolto dall’inchiesta conclusasi col patteggiamento dell’accusa di corruzione, è subentrato Marco Bucci – l’orientamento è cambiato, volgendo al negativo. Da qui la decisione di Snam di chiedere una proroga a Giani e, conseguentemente, una proroga dell’Aia – Autorizzazione integrata ambientale al Ministero dell’ambiente.
È a questi documenti che Snam, ricordando il “carattere strategico di pubblica utilità a livello nazionale” dell’impianto che “costituisce una assoluta priorità, contribuendo alla produzione di 5 mld/m3 all’anno di gas naturale e a soddisfare l’8% della domanda di gas naturale del Paese”, ha allegato il cronoprogramma (che riportiamo qui sotto) necessario per ottenere il via libera a una nuova collocazione e a portarla a compimento: ipotizzando un ok per maggio 2026, Italis Lng ritornerebbe in funzione nell’ottobre 2028, quasi due anni e mezzo dopo.
Giani ha in prima battuta scartato la possibilità di una proroga, riaprendo in un secondo tempo ma solo a condizione che si portino a termine le opere compensative che, secondo il governatore, malgrado fossero previste a fronte dell’ok di tre anni fa, non sono state ad oggi ancora completate.
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