• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Economia

Cosa significa la chiusura dello Stretto di Hormuz per i traffici marittimi mondiali

L’Italia importa la maggior parte del gas naturale dal Qatar mentre la dipendenza dai Paesi del Golfo Persico sull’import di petrolio è più contenuta

di Nicola Capuzzo
28 Febbraio 2026
Stampa

I pasdaran iraniani sostengono che lo stretto di Hormuz, punto strategico situato tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman, non è più sicuro dopo gli attacchi di Usa e Israele ed è chiuso al transito marittimo. A riferirlo sono stati alcuni media locali.

Gli Stati Uniti avevano a loro volta già esortato le navi commerciali a evitare il Golfo Persico dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti strategici più importanti del pianeta per il commercio marittimo, in particolare per l’energia; si trova tra Iran (a nord) e Oman (a sud), e collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e quindi con l’oceano Indiano.

Il suo peso per i traffici marittimi è spiegato dal fatto che transita da questo stretto circa il 20% del petrolio mondiale consumato ogni giorno. È infatti la principale via di esportazione per grandi produttori come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Anche una quota enorme del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale passa da qui; il Qatar, uno tra i maggiori esportatori globali (anche per l’Italia, dipende quasi totalmente da questo passaggio.

Oltre alle rinfuse liquide e al gas, anche traffici di container, merci varie e project cargo dirette o provenienti dal Golfo Persico dipenono da questo stretto tratto di mare che misura in largehzza circa 33 km.

Un blocco dello stretto di Hormuz potrebbe comportare un repentino incremento del prezzi del petrolio, del Gnl e quindi un fattore di forte stress per i mercati energetici globali.

I paesi del Medio Oriente, compresi quelli del Golfo Persico, rappresentano una quota significativa delle importazioni petrolifere italiane, anche se le fonti non sono esclusivamente dal Golfo. Dati recenti mostrano che Libia e Azerbaigian sono tra i fornitori principali (quest’ultimo principale fornitore europeo per l’Italia negli ultimi anni), mentre l’Arabia Saudita esporta greggio in Italia (oltre 2 miliardi  di dollari nel 2024) ma questo Paese rappresenta una quota più piccola rispetto a fornitori come Azerbaigian e Libia. Altri fornitori del Golfo (Kuwait, Emirati, Iraq, Oman) sono presenti ma con quote inferiori o meno rilevanti nei dati commerciali più recenti. Dunque per il nostro Paese la quota di greggio proveniente dal Golfo Persico è significativa ma non dominante.

Diverso è il discorso relativo al gas naturale liquefatto. Nel biennio 2023–2024 il Qatar è stato il principale fornitore di Gnl per l’Italia, con un valore nettamente superiore a quello degli Usa o dell’Algeria, dunque la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe un impatto significativo sul gas che arriva via nave verso i rigassificatori del nostro Paese. Altri approvvigionamenti arrivano anche via metanodotti (in particolare dall’Azerbaigian via Tap) ma la dipendenza dai paesi del Golfo Persico risulta significativa.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI

Petroliera colpita nello stretto di Hormuz e traffico navale bloccato in Golfo Persico

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Cresce l’offerta di stiva container tra Estremo Oriente e Mediterraneo
Oltre 9,9 milioni di Teu di capacità, Ocan Alliance guida la classifica seguita da Gemini e Msc
  • Cma Cgm
  • Cosco
  • Evergreen
  • Hapag Lloyd
  • HMM
  • maersk
  • Medkon
  • MSC
  • One
  • Yang Ming
  • Zim
1
Market report
14 Agosto 2026
Container shipping e peak season: la variabile è la tenuta della domanda
Report Sogese: ordini anticipati e noli in calo mettono alla prova il quarto trimestre
  • analisi
  • Andrea Monti
  • Europe Container Market Update
  • peack season
  • report
  • Sogese
3
Market report
10 Agosto 2026
Ora i liner marittimi preferiscono la proprietà al noleggio di navi
Il 63% degli slot container disponibili è posseduto direttamente dalle 12 compagnie che lo possiedono
  • Cma Cgm
  • Cosco
  • maersk
  • MSC
2
Navi
4 Agosto 2026
Bimco preve una crescita robusta per il dry bulk shipping
Hormuz inciderà sulle prospettive degli armatori di settore, che restano in ogni caso positive
  • Bimco
  • dry bulk
2
Market report
2 Agosto 2026
Passeggeri in crescita e record crociere nel 2025 secondo il primo Rapporto sul Maritime Tourism
Elaborato da Risposte Turismo, il report analizza in modo integrato crociere, traghetti e nautica. Nel 2026 previsti oltre 15,3 milioni…
  • charter
  • crociere
  • Francesco Di Cesare
  • nautica
  • rapporto 2025
  • Rapporto sul Maritim Tourist
  • Risposte Turismo
  • traghetti
2
Market report
30 Luglio 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version