Rizzo (Adsp Messina): “Interlocuzioni con Fincantieri per lo Stretto”
Convegno sulla navalmeccanica peloritana, Palumbo nel mirino della Fiom per il presunto disimpegno in favore di Malta
“La cantieristica rappresenta il genius loci di questa città. Il punto focale è quello di attrarre su Messina interlocutori internazionali di primissimo piano. Per questo abbiamo avviato con Fincantieri un ragionamento che è in nuce ma speriamo di portare avanti con il massimo dell’attenzione”.
È con questa frase, secondo quanto riportato da La Sicilia, che Francesco Rizzo, presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, ha aperto il proprio intervento a un convegno sulla navalmeccanica peloritana organizzato dal segretario della Fiom Cgil Messina, Daniele David. Il presidente dell’Authority ha ribadito come in questo momento esistano le condizioni per attrarre grossi investitori, ricordando il caso del colosso Maersk pronto a sbarcare alla piattaforma logistica di Giammoro e il grosso investimento di Msc sul terminal crociere.
Secondo i dati forniti durante il convegno, i quattro cantieri navalmeccanici attivi oggi a Messina – Palumbo, Cantieri dello Stretto, Intermarine, Liberty Lines – impiegano direttamente meno di 400 lavoratori. “Per dare un’idea della situazione, appena 15 anni fa, il rapporto fra lavoratori diretti dipendenti dei cantieri navali e lavoratori in appalto era di uno ogni cinque. Oggi c’è un lavoratore diretto, in media, ogni otto lavoratori degli appalti, in certi casi uno su dieci” ha stigmatizzato David. “Purtroppo, al netto della retorica, se la nostra discussione vuole andare oltre la testimonianza – aggiunge David – deve affrontare il problema che i più importanti armatori della città spostano le proprie commesse in luoghi dove lo stipendio medio di un architetto è di 476 euro al mese, o a Malta (come nel caso della Palumbo Spa) dove lo stipendio medio lordo di un operaio non supera i 14.000 euro all’anno”.
Sotto la lente del sindacato in particolare i cantieri Palumbo. “Il cantiere navale Palumbo di Messina – ha spiegato David – non è interessato da nessun progetto vero di manutenzione e degli impegni assunti in sede di concessione (che dovrebbe scadere, al netto di eventuali proroghe, nel 2027) non c’è traccia. Né delle 220 assunzioni (di cui 166 a tempo indeterminato) né dei 15 milioni di euro da investire per l’ammodernamento di un cantiere navale ormai decadente. Rilanciare la cantieristica navale nel Messinese significa intervenire con adeguati investimenti e pressing sul governo nazionale affinché siano messe in campo risorse adeguate per l’ammodernamento dei bacini, dei capannoni e delle attrezzature”.
All’incontro organizzato dalla Fiom Cgil, era stato invitato anche l’assessore regionale alle attività produttive, Edy Tamajo, che però ha disertato l’incontro. Un’assenza annotata come “emblema della distanza della Regione Siciliana dalle esigenze provenienti dal mondo del lavoro”.
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