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Cantieri

Un cantiere per navi da diporto all’arsenale di Venezia

Venezia port community plaude alla pubblicazione di un avviso esplorativo suggerendo sinergie con la Stazione Marittima

di redazione SHIPPING ITALY
25 Aprile 2026
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A Venezia è stato siglato un protocollo d’intesa fra Comune, Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale e Autorità per la Laguna, con conseguente pubblicazione di un avviso esplorativo, per son­dare l’interesse del mercato a utilizzare, previa riqua­li­fi­cazione, l’Arse­nale Nord facen­dolo diven­tare un can­tiere per yacht. Si attenderanno ora mani­fe­sta­zioni di inte­resse sull’uti­lizzo di questi spa­zi. L’idea del primo cit­ta­dino uscente sarebbe quella di inse­diare nella struttura atti­vità nel set­tore della nau­tica e della can­tie­ri­stica con un’attenzione in par­ti­co­lare alle navi da diporto di lunghezza compresa dai 30 ai 100 metri.

Fonti di stampa locale spiegano che l’idea è di ripo­po­lare gli spazi che ver­ranno restituiti dal Con­sor­zio Vene­zia Nuova (Cvn), quindi dal Mini­stero delle Infra­strut­ture e dei Trasporti, all’ammi­ni­stra­zione che li aveva ceduti nel 2012 per il Mose. Il bacino di care­nag­gio grande potrebbe diven­tare un’area di manu­ten­zione yacht.

“Que­sta intesa – ha detto il sin­daco Brugnaro – è frutto di un impor­tante lavoro di squa­dra tra isti­tu­zioni: vogliamo attrarre inve­sti­tori qua­li­fi­cati, ascol­tare il mer­cato e svi­lup­pare un pro­getto soste­ni­bile che raf­forzi il ruolo di Vene­zia come hub euro­peo della nau­tica di alta gamma”. Il pro­getto, ha ricor­dato il primo cittadino, si inse­ri­sce all’interno “di un più ampio pro­gramma di valo­riz­za­zione dell’Arse­nale, che negli ultimi anni ha visto cre­scere il Salone Nau­tico e il Salone dell’Arti­gia­nato”.

Nell’avviso esplo­ra­tivo è anche incluso il Molo dei Marani, con­cesso dal porto al Comune, per per­met­tere agli yacht di ormeggiare. “Fin da subito – ha detto Gaspa­rato – ho evi­den­ziato che il punto di par­tenza per una nuova fase della por­tua­lità, deve basarsi sulla col­la­bo­ra­zione tra isti­tu­zioni, ter­ri­to­rio e comu­nità. Ci saranno nuovo lavoro e nuovi inve­sti­menti nel set­tore dell’alta gamma che sta inte­res­sando sem­pre più la cro­cie­ri­stica a Vene­zia”.

Questa notizia è stata accolta con favore da Venezia Port Community che, per voce del suo presidente Davide Calderan, ha evidenziato anche le opportunità dettate dalla sinergia con la Marittima del Tronchetto: “Pensiamo che Arsenale e Marittima possano essere poli di uno sviluppo che porti ricchezza, senza ‘contro’, all’ecosistema cittadino, favorendo così il ripristino di alcuni canali (economici) attivati con il rodato sistema delle crociere”.
Calderan ha proseguito dicendo: “Si pensi a tutto l’indotto che creano le navi da crociera quando arrivano in città e scelgono lo scalo veneziano come uno dei maggiori home port d’Italia. Fanno rifornimento in termini di carburante, di provviste, ma anche tutte quelle attività che permettono alla crociera di partire ‘carica’, ‘pronta’ e, quindi, generando ricchezza sul nostro territorio. Ecco, perché allora non farlo anche per quanto riguarda i mega yacht? Il sistema potrebbe operare in tandem con l’Arsenale, diversificando le funzioni ‘tecniche’, creando un forte indotto anche in tutte le realtà cantieristiche dell’entroterra lagunare. Si pensi ai favolosi tecnici che esistono a Marghera, potrebbero raggiungere Venezia senza interruzioni di carico, con le proprie vetture, arrivando direttamente a fornire i servizi sui mega yacht”.
Un’opportunità che porterebbe a uno sviluppo ulteriore dell’economia veneziana secondo Venezia Port Community: “Dalle finiture tessili che necessitano di manutenzione alle verifiche ai motori, passando per eventuali innesti tecnologici, Venezia potrebbe creare un nuovo mercato al servizio dell’Adriatico. La nostra città, in primis, potrebbe svolgere il ruolo di capofila turistico, un turismo però discreto, alto-spendente, non massivo, alimentando un bacino che ancora non è così noto”.

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