Tariffe aumentate e misure sui marittimi: nuova polemica per i traghetti verso le isole minori siciliane
Caronte&Tourist lamenta il mancato adeguamento delle convenzioni regionali e sindacati, albergatori ed esercenti lanciano l’allarme
Si riaccende il confronto fra la Regione Siciliana e Caronte&Tourist, titolare dei servizi convenzionati (sia ministeriali che regionali) per le isole minori.
La compagnia armatoriale che, salvo per il lotto relativo alle isole Pelagie, opera in proroga per quel che riguarda le tratte sovvenzionate dalla Regione, lamenta da tempo il mancato aggiornamento degli accordi con l’ente, che a suo dire causerebbe lo squilibrio economico delle tratte. All’inizio della settimana scorsa le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto un incontro agli assessorati regionali ai Trasporti e all’Economia, prospettando come l’azienda avesse comunicato l’intenzione di erogare solo un acconto sugli stipendi di aprile a causa di un credito non saldato di 7 milioni di euro con la Regione stessa.
A stretto giro di posta, poi, la compagnia comunicava alle biglietterie che, “preso atto del significativo tempo ormai trascorso senza che la procedura di riequilibrio avviata nel luglio dello scorso anno sia giunta a conclusione”, su tutte le linee sovvenzionate (con l’esclusione delle Pelagie) “il listino attualmente in vigore sarà oggetto di un primo incremento generalizzato delle tariffe applicate a passeggeri, veicoli ordinari e residenti, nonché ai veicoli commerciali”, con variazioni “comprese tra un minimo del 30% e un massimo del 50% rispetto alle tariffe attualmente applicate”.
Due giorni dopo erano le organizzazioni sindacali a ricevere una comunicazione in cui si faceva presente come, pur “in via di sanatoria, il credito con la Regione Siciliana”, dal momento che la problematica dello “aggiornamento della redditività delle concessioni in essere” non è stata risolta, da giugno saranno “nuovamente applicate le correzioni organizzative disposte con la lettera del 31 ottobre 2024 e successivamente sospese, e in particolare: i periodi d’imbarco per gli iscritti a Turno Particolare saranno di due mesi intervallati da un periodo di sbarco, con liquidazione di ogni spettanza maturata, di un mese. Ogni deroga a quanto prescritto avrà carattere di eccezionalità; continueranno a rimanere bloccate le stabilizzazioni (immissioni in Crl e/o in Tp); saranno ulteriormente revisionate le turnazioni nell’ottica di recuperi di produttività, da effettuare nel dovuto rispetto delle normative nazionali e sovranazionali in materia di sicurezza del lavoro”.
Di fronte a questo quadro di rincari tariffari e tagli retributivi, la reazione è per ora arrivata dalla Federalberghi Isole Minori Sicilia e da Confesercenti Sicilia. La prima ha “rivolto un appello formale urgente al presidente della Regione Renato Schifani, all’assessore Alessandro Aricò e al ministro Matteo Salvini affinché pongano in essere ogni misura necessaria per scongiurare l’entrata in vigore degli aumenti, integrando le risorse finanziarie occorrenti per garantire l’equilibrio della Convenzione senza pesare sull’utenza. Non è più tollerabile che i collegamenti marittimi, servizio pubblico essenziale, siano gestiti attraverso convenzioni inadeguate che non prevedono compensazioni diverse dall’incremento delle tariffe o dal taglio dei servizi”.
Di “decisione estremamente preoccupante” ha parlato il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, “perché rischia di produrre effetti pesantissimi sull’economia delle isole minori. Aumentare in maniera così consistente il costo dei collegamenti significa colpire famiglie, lavoratori, imprese e turisti. L’Italia continua a essere l’unico Paese europeo a non avere una legge quadro specifica sulle isole minori che riconosca in maniera strutturale le condizioni di svantaggio permanente legate all’insularità e preveda agevolazioni fiscali, misure compensative e strumenti di sostegno per cittadini e imprese”.
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