Due marittimi italiani in quarantena dopo il caso Hantavirus sulla nave Hondius
Un marittimo campano e uno calabrese sono tra i passeggeri monitorati dopo il contatto con una donna olandese poi deceduta. Entrambi erano rientrati da imbarchi in Sudafrica e oggi si trovano in isolamento precauzionale sotto controllo sanitario
Due marittimi italiani, un 24enne di Torre del Greco e un 25enne calabrese di Villa San Giovanni, si trovano in quarantena obbligatoria dopo essere entrati in contatto, durante un viaggio aereo internazionale, con una passeggera poi deceduta per Hantavirus. Il caso sta attirando l’attenzione delle autorità sanitarie europee anche per il coinvolgimento diretto di personale marittimo rientrato da imbarchi nell’area sudafricana.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità sanitarie, i due marittimi erano a bordo di un volo Klm partito da Johannesburg e diretto ad Amsterdam. Sullo stesso aereo era transitata per pochi minuti una donna olandese di 69 anni proveniente dalla nave da crociera Hondius, successivamente morta dopo il ricovero in Sudafrica.
Il giovane campano lavorava imbarcato su un’altra nave operativa in Sudafrica. Dopo il rientro in Italia è stato raggiunto dall’ordinanza di quarantena emessa dal sindaco di Torre del Greco (Napoli), Luigi Mennella. Le autorità sanitarie olandesi avevano segnalato il caso alle Regioni italiane interessate quasi due settimane dopo il ritorno dei passeggeri nel Paese. Il marittimo è attualmente asintomatico.
Analoga misura è stata adottata in Calabria nei confronti del 25enne Federico Amaretti, marittimo residente a Villa San Giovanni (Reggio Calabria). La sindaca Giusy Caminiti ha disposto un isolamento di 45 giorni. Il giovane era già in autoisolamento volontario dal suo rientro del 5 maggio, prima ancora della notifica ufficiale da parte dell’Asp e della polizia locale. Anche lui, secondo quanto riferito dalle autorità, non presenta sintomi ed è costantemente monitorato.
L’emergenza sanitaria è legata al cluster sviluppatosi sulla nave da crociera Hondius, dove si sospetta una limitata trasmissione interumana dell’Hantavirus. L’Organizzazione mondiale della sanità ha spiegato che il contagio potrebbe essersi verificato tra persone rimaste a stretto contatto durante la navigazione, anche se non viene esclusa un’origine zoonotica precedente all’imbarco.
Il ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza sanitaria sui quattro passeggeri presenti in Italia che si trovavano sul volo coinvolto. Oltre ai due marittimi italiani, risultano monitorati anche due cittadini stranieri residenti nel Paese. Le autorità sanitarie continuano a definire basso il rischio di diffusione, sottolineando però l’importanza dell’isolamento precauzionale per evitare eventuali mutazioni o trasmissioni secondarie del virus.
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