Attenzione di Assiterminal su fondo prepensionamenti, indennità feriali e tre desideri
Da Cognolato un appello a Uniport, Ancip e Assologistica per una rappresentanza unica del settore portuale
Roma – Certezza del diritto, governance portuale coordinata e rappresentanza unica del settore portuale. Sono questi i tre desideri attorno al quale ruota il programma di Assiterminal e del suo rinnovato presidente Tomaso Cognolato espressi durante l’assemblea annuale dell’associazione andata in scena a Roma.
“La frammentazione è uno stato di opportunità limitanti e dinamiche di relazioni che i mercati hanno già superato. La frammentazione è un retaggio romantico interno: chi ci guarda da fuori vede o immagina un sistema associativo, ovviamente diversificato, anche caratterizzato da una dialettica ‘frizzantina’, ma in un sistema Paese la rappresentanza di un asset strategico è chiamata ad essere composita, unita” ha detto Cognolato, incassando l’apertura di Ignazio Messina. “Guardiamo al futuro più uniti e compatti” ha risposto il vicepresidente di Uniport, intervenuto in rappresentanza della sua azienda) Ignazio Messina& C., che è stata tra i fondatori di Assiterminal giunta quest’anno al suo 25° anniversario. L’appello è rivolto anche alle altre associazioni di categoria come Assologistica e Ancip.
Premesso che “dal regolamento concessioni e linee guida ci saremmo già aspettati una razionalizzazione delle regole di ingaggio simili per tutti i concessionari terminalisti”, il presidente Cognolato nel suo intervento he evidenziato la richiesta specifica di “avere chiari parametri di riferimento (la famosa certezza del diritto) su cui costruire e sviluppare i nostri Piani economico finanziari, orientati al miglior sviluppo del bene pubblico in concessione, alla migliore marginalità e alle migliori ricadute sul territorio”.
Più in dettaglio l’associazione ha posto l’attenzione sul rischio di “cambiare paradigma rendendo asfittico il Roi (indice di redditività del capitale investito)” perchè “non rende attrattivi i porti, anche tenuto conto di contesti che continuamente cambiano le condizioni di mercato, quindi di volumi, costi e merceologie. Il nostro è un contesto produttivo che opera in un mercato libero e fluttuante in cui il concetto di stabilire eque, libere, trasparenti condizioni di accesso alle infrastrutture (strategiche e scarse in termini di risorse) deve trovare un giusto equilibrio con la libertà di impresa, alla luce del cogente principio di proporzionalità di cui invochiamo una rigorosa applicazione”.
Da qui l’invito a concentrarsi “sugli strumenti di controllo e vigilanza verso la coerenza, nel tempo, delle condizioni pattuite, per consentirci di esercitare l’attività imprenditoriale di terminalisti tenendo anche conto degli equilibri, utili al Sistema Paese, tra conto terzi e conto proprio (la diversificazione dell’offerta deve essere un valore per il Sistema Paese). L’obiettivo comune, tra Stato e impresa, è di accrescere la ricchezza prodotta dalla portualità come fattore strategico della logistica, del turismo, della produzione e dei territori dove operano le nostre aziende, con un occhio sempre all’area di mercato di riferimento e alla non discriminazione di regimi concorrenziali”. Assiterminal invoca anche “il giusto controllo sulle performance delle imprese e azioni conseguenti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi”.
L’altro desiderio dei terminalisti portuali italiani riguarda “la capacità della pluralità degli Enti di controllo di agire come partner di servizio che operino uniformemente su tutto il territorio nazionale. Solo attraverso questi processi, che dovrebbero avere un’unica regia come sistema Paese, i porti possono affermarsi come vera opportunità di sviluppo e raccordo tra logistica, industria e territorio. Pensiamo a come potrebbero essere utilizzati i dati già oggi disponibili in termini di gestione dei flussi di traffico tra le infrastrutture di collegamento e a quanti benefici questo potrebbe portare alla sostenibilità dei trasporti e all’organizzazione del sistema produttivo e dei flussi turistici.
A proposito della legge di riforma portuale, Assiterminal ritiene che possa anche attuarsi “rafforzando i compiti e le funzioni della Conferenza di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, integrandola con la presenza degli Enti pubblici che intervengono nei procedimenti amministrativi, come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’Agenzia delle Dogane, il Ministero dell’Ambiente, ecc.”.
Un altro passaggio significativo della relazione di Cognolato è quello in cui si chiede un superamento “dell’attuale impostazione di assetto delle imprese portuali integrando gli ambiti di operazioni e servizi in un unico contesto di attività erogabili e prevedendo un minimo di almeno 5 anni di autorizzazione amministrativa, così da poter verificare e misurare la capacità economica e finanziaria degli stessi operatori. Un nuovo assetto – ha detto il presidente – che metta insieme operazioni e servizi (così come avviene in tutta Europa) potrebbe anche consentire un diverso sviluppo per le imprese autorizzate alla somministrazione di lavoro temporaneo portuale che potrebbero valutare con più strumenti di costituire newco ad hoc per offrire prestazioni anche sul modello dei SIEG mettendosi sul mercato”.
Centrale nella relazione anche il mercato del lavoro. “Abbiamo bisogno di un sindacato confederale forte e rappresentativo, abbiamo bisogno di chiarezza, rispetto delle regole del gioco e uniformità nella loro applicazione” è scritto in un passaggio del discorso. “Istituti quali il part time, la flessibilità e altro non possono essere, a mero titolo di esempio, temi cui approcciare, nel 2026, con ideologie anacronistiche”.
Fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali e indennità feriali gli ultimi due temi scottanti al centro dell’assemblea. Sul primo Cognolato ha sottolineato che “è in discussione come utilizzare le risorse accantonate per un fondo di prepensionamento che dal 2022 non è mai stato costituito. Diciamo alla politica che o ci sarà una risposta in tempi brevi per la sua costituzione o queste risorse rientreranno nelle nostre disponibilità per affrontare il prossimo rinnovo contrattuale che nasce già con il pregiudizio dei contenziosi sulle indennità feriali, nonché in un contesto di mercati e di proiezioni inflattive non rassicuranti”. Infine ha aggiunto: “L’orientamento prevalente di certa giurisprudenza sul tema delle indennità feriali rischia nel nostro settore di portare extra costi per circa 200 milioni di euro. Non va meglio al trasporto ferroviario, aeronautico, allo shipping, alla logistica e ad altri mondi operativi. Se la politica non interviene arginando quantomeno i termini di prescrizione, il sistema avrà certamente delle pesanti ripercussioni. Mentre noi parliamo è in corso un’udienza in cui Assiterminal si è costituita ad adiuvandum di uno degli associati”.
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