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Picchi di lavoro a Genova Pra’: “La Culmv sta facendo la sua parte”

Il console Benvenuti interviene sulla chiamata in causa della Compagnia Unica nell’accordo fra il terminalista Psa e i suoi dipendenti. Contestazione di Usb alla Rsu

di Andrea Moizo
12 Giugno 2026
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Come era prevedibile, alcune frasi della bozza di accordo sull’organizzazione del lavoro, che Psa Genova Pra’ e la Rappresentanza sindacale unitaria stanno in queste ore sottoponendo al voto dei dipendenti del primo terminal container gateway italiano, hanno suscitato un certo malumore a San Benigno, sede della Culmv, la Compagnia unica fornitrice della manodopera temporanea nel porto di Genova, che a Pra’ ha distaccato da tempo un gruppo di portuali di circa 300 uomini.

Il testo, infatti, nelle premesse, alle cause con cui viene spiegato il “rallentamento” della produttività che Psa si pone l’obiettivo di invertire, affianca anche “una ridotta capacità di avviamento e piena operatività del personale Culmv, con particolare riferimento ai ruoli ad elevata specializzazione (high skill), che ha generato significative difficoltà nella copertura dei turni, soprattutto nei periodi estivi”. L’accordo spiega come tali criticità abbiano “raggiunto il loro massimo livello nell’estate 2025”.

“Dopo mesi di incontri e affinamenti, proprio in questi giorni abbiamo chiuso un accordo con Psa per fronteggiare il tema di picchi sempre più impattanti sull’operatività dei piazzali” ha commentato Antonio Benvenuti, console della Culmv, che tuttavia, anche in ragione di tale fresco accordo, non vuole interferire “in una trattativa di secondo livello di un terminalista, in cui noi nulla c’entriamo”.

La problematica dell’andamento altalenate e solo parzialmente programmabile dell’attività, però, esiste: “Proprio l’estate scorsa abbiamo avuto l’ok a far entrare 100 ragazzi nuovi in organico (che per l’articolo 17 è supervisionato dall’Autorità di sistema portuale, ndr). Era almeno un paio d’anni che noi lo chiedevamo, se fossimo stati ascoltati prima, ora, probabilmente, la criticità sarebbe meno acuta” ha aggiunto Benvenuti.

Il riferimento è alla formazione di cui il personale Culmv necessita: “La richiesta di Psa nei picchi riguarda soprattutto semoventisti e gruisti, ma i ragazzi nuovi naturalmente devono prima ricevere una formazione da generici, rallisti, etc., perché è vero che Psa è il primo terminal del porto, ma poi la Culmv ha anche l’altro mezzo scalo da considerare. Ad ogni modo, con l’accordo suddetto abbiamo rinforzato il gruppo in ‘distacco’ a Pra’. Siamo ben consapevoli che c’è un gap rispetto a certi picchi di domanda, ma stiamo recuperando” ha chiuso il console, che conseguentemente non si dice preoccupato dal fatto che l’accordo fra Psa e i suoi dipendenti preveda un allungamento del tempo massimo di guida dei carroponti di ultima generazione (da 3 ore a 4 ore e 16 minuti a turno), potenziale riduttore delle chiamate della Culmv.

Non solo a San Benigno, comunque, la bozza ha creato tensione. Una nota dei delegati sindacali Usb del terminal Psa di Pra’ (che non fanno parte della Rsu) ha lamentato la presunta distorsione del mandato che l’assemblea convocata ieri avrebbe dato alla Rsu. Per il sindacato di base, infatti, i lavoratori avevano chiesto “cancellazione di alcuni punti ritenuti non accettabili; modifiche ad altri punti dell’accordo; svolgimento della votazione solo dopo il periodo di ferie del personale operativo”.

Il voto è invece partito. “Ci domandiamo quale sia la ragione di tanta fretta nel portare i lavoratori al voto e, soprattutto, perché una Rsu che ha appena ricevuto un mandato così chiaro dall’assemblea abbia deciso di recepirne soltanto una minima parte. Non comprendiamo altresì come sia possibile che, a ridosso della conclusione della trattativa di secondo livello, vengano assegnati livelli professionali e riconosciuti aumenti retributivi ad alcuni lavoratori. Siamo naturalmente soddisfatti per i colleghi che hanno ottenuto tali riconoscimenti e riteniamo che ogni avanzamento professionale debba essere valorizzato quando meritato. Tuttavia, non possiamo fare a meno di interrogarci sulla tempistica con cui queste decisioni sono state adottate” hanno polemicamente sottolineato i delegati Usb.

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