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Partono i lavori (e lievitano i costi) del tunnel subportuale a Genova

L’opera costerà 900 milioni di euro invece dei 700 previsti. In via di risoluzione le interferenze con le riparazioni navali, non ancora quella col Csm in porto. Rinvio per la vertenza Psa-Culmv

di Andrea Moizo
29 Giugno 2023
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Tunnel subportuale Genova

In meno di due anni il costo del tunnel subportuale di Genova è lievitato di 200 milioni di euro, da 700 a 900, così che a pagare questo gap della principale delle opere di compensazione per il crollo del Morandi che Autostrade per l’Italia ha inserito nel pacchetto ‘compensativo’ da 3,4 miliardi di euro concordato nell’ottobre 2021 con il Ministero delle Infrastrutture, la Regione, il Comune e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, saranno gli utenti della rete Aspi (l’accordo prevedeva infatti che Autostrade per l’Italia avrebbe pagato fino a 700 milioni).

Lo ha reso noto oggi l’amministratore delegato della concessionaria autostradale, in occasione della cerimonia dell’avvio dei lavori (propedeutici, dato che il progetto, appena superato, al secondo tentativo, il vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, è ancora sotto iter autorizzativo). Si tratta in sostanza di transennamenti e bonifiche, non ancora della demolizione del magazzino portuale in concessione a Csm – Centro Smistamento Merci, una delle interferenze più delicate dell’opera.

Nelle scorse ore la società, controllata dal terminalista Gmt Steinweg, dopo uno sciopero dichiarato dalle segreterie sindacali a seguito dell’incertezza sul futuro dei 23 lavoratori diretti e degli 8 della subconcessionaria Germanetti, ha diramato una nota dichiarando di aver “raggiunto un accordo privato con la società Autostrade per l’Italia che prevede un indennizzo in favore di Csm”, utile ad “acquisire/realizzare infrastrutture (capannoni e aree scoperte) fuori dall’area portuale (su area già opzionata) che possano coprire circa la metà delle aree” occupate oggi in porto, mentre “ancora in corso” venivano definite le interlocuzioni con Adsp per aree portuali (per l’altra metà di superficie cui Csm rinuncerà).

Nell’imbarazzo di Roberto Tomasi (a.d. di Aspi), oggi però il commissario straordinario del piano in cui rientra il tunnel, Marco Bucci, ha affermato “che con Csm non è stato ancora raggiunto nessun accordo di qualsivoglia natura” (la quantificazione dell’indennizzo di un concessionario, per giunta in scadenza a fine 2024, non è questione secondaria, dato che Aspi ribalterà come detto 200 milioni di euro dell’investimento che lo comprende sull’utenza).

Ciò mezz’ora dopo aver assistito alla firma di un verbale fra AdSP e le rappresentanze Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dei lavoratori, preoccupati oltre che dall’incertezza sul mantenimento del posto di lavoro, dalla prospettiva che uno spostamento fuori dal sedime portuale vada a detrimento delle condizioni di lavoro (il Ccnl usato da Csm è quello della logistica ma ricalibrato al secondo livello su quello dei porti). Col documento l’ente si impegna a “convocare quanto prima l’azienda per definire un percorso che consenta il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e salariali e definisca il percorso di ricollocazione delle attività interferite individuando un’area operativa all’interno del porto da mettere a disposizione di Csm per le attività non delocalizzabili, tenendo comunque conto dell’accordo già sottoscritto tra Csm e Aspi (che quindi c’è, ndr), verificando al riguardo il mantenimento dei lavoratori all’interno del porto”.

Meno complesso l’altro fronte, quello di levante, delle interferenze. Aspi, Adsp ed Ente Bacini, infatti, hanno intanto firmato un protocollo che definisce la ricollocazione delle società interferite (Ente Bacini ha inoltre chiesto in concessione l’edificio delle ex lavanderie industriali per avere ulteriori spazi a disposizione), mentre è emerso che le due società in apparenza più toccate dall’opera, San Giorgio del Porto e Wartsila, non dovrebbero in realtà subire riduzioni di operatività.

Sul fronte del tombamento delle calate, dopo la soluzione studiata dalla port authority per aggirare la contrarietà espressa dalla Soprintendenza a quello di Giaccone e Inglese, è stato Bucci a rivelare che “con la Soprintendenza è in corso l’interlocuzione per realizzare un polo museale nell’ex centrale Enel da legare al Parco della Lanterna”, cosa che del resto l’organo periferico del Ministero della Cultura aveva posto come condizione per il via libera al riempimento di Concenter.

Da registrare, infine, che poco prima della cerimonia la sede dell’Adsp è stata teatro dell’incontro organizzato per tentare di risolvere la vertenza fra Psa e la Culmv sull’incremento della tariffa di quest’ultima: fumata grigia, le parti, l’ente, le segreterie sindacali e la sezione terminalisti di Confindustria si reincontreranno fra una settimana.

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