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Allarme di Deiana sui mancati dragaggi a Olbia: “Chiedo i danni allo Stato”

L’opposizione dei mitilicoltori e le lungaggini burocratiche della Regione Sardegna rischiano di compromettere l’accessibilità nautica dello scalo alle grandi navi commerciali e ai super yacht

di Redazione SHIPPING ITALY
5 Maggio 2025
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Porto Olbia traghetti

Nel porto di Olbia soprattutto le navi da crociera, ma non solo, sono a rischio per il continuo rinvio degli interventi di dragaggio previsti.

Un esplicito allarme è stato lanciato nei cgiorni scorsi dal presiente della port authority della Sardegna, Massimo Deiana, che si è spinto a minacciare una richiesta di risarcimento danni allo Stato perchè, se i fondali non saranno portati a un livello di pescaggio adatto alle navi da diporto, a quelle da crociera e alle nuove unità commerciali, il futuro dell’economia più importante del territorio rischia di naufragare. L’avviso ai naviganti è stato mandato dal palco della Fiera nautica di Sardegna, tenutasi nei giorni scorsi a Porto Rotondo, evento clouper il mondo dei super yacht nella regione.

“L’anno scorso 24 navi da crociera non sono potute sbarcare a Olbia per i problemi ai fondali. Se non arriva entro due settimane la lettera di Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) io li metto in mora e chiedo i danni allo Stato” ha attaccato Deiana. “Qui sono passati 17 mesi dall’avvio della procedura di Via e si sono sovrapposte limitazioni temporali ed economiche inaccettabili, un’opera che costerà 90 milioni, rispetto ai 50 milioni messi inizialmente a budget. Ma non sono soli ostacoli tecnici, qui abbiamo opposizioni di tipo ideologico che non sono più tollerabili”.

Secondo quanto ricostruito da fonti di stampa locale la valutazione, anche patrimoniale, di un’ assicurazione contro gli eventuali danni prodotti dai lavori agli allevamenti delle cozze di Olbia, infatti, rischia di rappresentare un nuovo ostacolo per l’atteso via libera ai lavori per i dragaggi dei fondali del porto di Olbia, dall’Isola Bianca al Cocciani: per portare i primi due a meno 10 metri, e quelli della canaletta di accesso allo scalo a meno 11 metri di profondità. Si tratta infatti dell’indicazione arrivata dalla Direzione generale Pesca e Acquacoltura dell’assessorato regionale all’Agricoltura, con le ultime osservazioni all’interno della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) sul progetto davanti la Commissione tecnica del Mase, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Osservazioni rispedite però al mittente da deiana. “Dopo 4 anni di studi abbiamo presentato nel novembre 2023 la richiesta di Via, pensavo ci volessero al massimo 330 giorni, ma ad oggi non c’è alcuna risposta e sospetto che alla lentezza della burocrazia si stiano saldando interessi contrari. Ho segnali negativi in tal senso. Attenzione a fare scelte tenendo conto delle minoranze rumorose, Olbia è un porto e non un luogo solo destinato all’allevamento dei mitili. Sto combattendo da 8 anni, ho il dispiacere di non essere riuscito a realizzare i dragaggi”.

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