Sciopero nazionale dei portuali Usb e Orsa per il lavoro usurante
A Genova le sigle confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti anticipano di due giorni il presidio degli autonomi sulla sicurezza

Orsa Porti di Gioia Tauro insieme ai Usb Mare e Porti, a seguito di un confronto tra le proprie strutture portuali, hanno deciso di condividere la campagna nazionale per il riconoscimento del lavoro portuale come usurante a fini pensionistici, indicendo alcune settimane una giornata di sciopero nazionale programmata per il 7 maggio.
“Dai porti italiani arriva un segnale importantissimo. Da Genova a Trieste, da Ancona a Civitavecchia, Livorno e Gioia Tauro si allarga il fronte di lotta in questa fase difficile del settore portuale. A differenza di quanto previsto per altri settori produttivi e dei trasporti, pur essendo caratterizzato da mansioni con turni h24, iperflessibili, esposte alle intemperie, gravate da molteplici situazioni di rischio per la salute e l’incolumità dei lavoratori e con carichi di lavoro sempre più pesanti, l’esodo anticipato nel settore portuale non è ancora stato riconosciuto a tutti” ha spiegato una nota.
Le sigle hanno inoltre ribadito l’urgenza di “reperire, oltre ai contributi versati dalle aziende all’interno dello specifico fondo, peraltro ancora bloccato, istituito da anni dal contratto nazionale, anche le risorse pubbliche necessarie al fine di riconoscere immediatamente i benefici dovuti a chi svolge un lavoro usurante e quindi a tutti i dipendenti operativi delle imprese autorizzate ai sensi degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94 e di tutte le aziende dei Servizi di interesse economico generale operanti nei porti italiani. A maggior ragione dopo che nell’ultimo rinnovo contrattuale gli aumenti economici ottenuti sono stati ben al di sotto dell’inflazione reale e che l’attenzione del governo sembra rivolta a tutto tranne che all’ascolto delle legittime rivendicazioni dei portuali e dei lavoratori in generale”.
Previsto un presidio davanti al Ministero del Lavoro oltre ad iniziative a carattere locale. A Genova, ad esempio, il Collettivo autonomo lavoratori portuali, a valle di un percorso condotto insieme a delegati e iscritti di varie sigle sindacali, ha invitato tutti i lavoratori, a prescindere da appartenenze sindacali, a un presidio presso la sede dell’Autorità di sistema portuale, “ribadendo che, sino a che i temi su presidio medico fisso H24, diritto al lavoro (procedura che garantisce l’accesso a soci e dipendenti), buoni pasto 10 euro, lavoro usurante non saranno affrontati con serietà e risolti continueremo la nostra battaglia con costanza e determinazione”.
Oggetto parzialmente simile per una nota diffusa in queste ore dalle segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a valle di un attivo dei delegati tenutosi per fare il punto sui temi sollevati un mese e mezzo fa dai Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza). “A fronte di alcune dichiarazioni fatte dall’Adsp ed impegni presi per affrontare le problematiche sopra esposte stiamo assistendo ad arretramenti o assenza di iniziative ed immobilismo per attivare in tempi brevi i tavoli previsti” hanno accusato i sindacati: “Alla luce di quanto emerso, si evidenzia una percezione diffusa di distanza dell’Ente rispetto alle reali condizioni del lavoro portuale. Il rapporto con il lavoro passa anche attraverso la conoscenza la competenza e comprensione da parte dell’Ente della realtà operativa e delle esigenze dei lavoratori del porto di Genova. L’Adsp deve mettere al centro della sua azione il lavoro del porto, la sicurezza e i lavoratori”.
Da qui la proclamazione di un presidio, sempre sotto Palazzo San Giorgio, ma due giorni prima rispetto allo sciopero degli autonomi e con convocazione di assemblea sindacale retribuita.
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