• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Navi

“Sì alla nuova diga di Genova, no a questa analisi costi benefici”

Contributo a cura di Riccardo Degl’Innocenti * * Comitato per il Dibattito pubblico nel porto di Genova   La nuova diga è un’«opera fredda» nel lessico della finanza di progetto, il cui costo non può che gravare sul pubblico perché non dà ricavi economici diretti da parte dell’utenza, ma solo indiretti e marginali come, per […]

di Nicola Capuzzo
21 Gennaio 2021
Stampa
Porto di Genova Sampierdarena – veduta aerea

Contributo a cura di Riccardo Degl’Innocenti *

* Comitato per il Dibattito pubblico nel porto di Genova

 

La nuova diga è un’«opera fredda» nel lessico della finanza di progetto, il cui costo non può che gravare sul pubblico perché non dà ricavi economici diretti da parte dell’utenza, ma solo indiretti e marginali come, per esempio, la rivalutazione dei canoni o l’IVA dei traffici aumentati. Questo rende l’Analisi Costi Benefici (ACB) un documento essenziale nella decisione dell’opera e la vincola a analizzare tutti i costi e i benefici possibili collegabili alla nuova diga, direttamente o indirettamente, sino alle cosiddette esternalità nei confronti di coloro (lavoratori, cittadini, imprese, territori) che, nello stesso porto e nella città, subendo una qualche conseguenza negativa o positiva possano ricevere una compensazione o pagare un prezzo corrispondenti.
L’ACB presentata nel corso del Dibattito pubblico dai progettisti incaricati dall’AdSP è molto carente sotto questi profili e per questo da rifare. Probabilmente i progettisti hanno ricevuto dall’AdSP una consegna di incarico così priva della menzione di variabili che il risultato non poteva che essere questo, ma gli stessi progettisti hanno altresì sottovalutato che siamo un Paese che ha sperimentato la discussione sulle grandi opere, in particolare le TAV, che a prescindere dal merito è servita a diffondere un’attenzione critica circa l’ACB. D’altro canto, la mancanza di variabili non è dovuta alla scarsa fantasia dell’AdSP ma alla sua dipendenza culturale e politica da un modello unico di sviluppo del porto, figlio delle strategie dei “grandi player” del trasporto marittimo. Dipendenza non scalfita, nemmeno avvertita, dalle note conseguenze della crisi del 2008 e dai possibili effetti della pandemia.
Da parte dell’AdSP si è data consegna ai progettisti di misurare l’impatto della diga in una logica unidimensionale, mentre la portualità genovese spicca per la varietà produttiva e di funzioni: impatto su un solo bacino portuale, omettendo gli altri bacini e gli altri porti che insistono sulla stessa area geografica di utenza. Solo su un traffico, i container, omettendo gli altri traffici e attività del porto e dello stesso bacino. Solo sulla funzione commerciale del porto, omettendo quella industriale.
In conseguenza di questa unidimensionalità, l’ACB “stecca” i due concetti portanti: 1) guarda ai “costi” come se fossero le spese, trascurando il consumo di risorse scarse sottratte a un uso alternativo e non contabilizzando le variazioni che avverrebbero in alternativa al solo traffico di container; 2) non considera tra i “benefici” quelli della merce e della pluralità dei servizi ad essa dedicati territorialmente, ma solo quelli degli armatori di norma in conflitto con i primi, assecondandone il disegno oligopolistico e offrendo il porto di Sampierdarena come terminal full container dominato da un unico operatore che mira alla completa integrazione verticale dei suoi servizi logistici (il SECH scompare nell’analisi pure ospitando da tempo navi da 360m !).
Così riduttiva l’ACB dovrebbe indurre il decisore a recedere alla “inopportunità” dell’opera, all’opzione “No Project”, mentre sono evidenti le ragioni di sicurezza della navigazione e di finalizzazione del terminal Bettolo che rendono indispensabile una nuova diga a difesa dell’avamporto e un allargamento del canale di Sampierdarena. Paradossalmente è la lettura di questa ACB che fa innalzare il cartello NO DIGA, non un qualsiasi altro gruppo sociale o ambientalista di opposizione. Così facendo, si rischia di buttare via il bambino della diga con l’acqua sporca di un’ACB limitata negli strumenti metodologici e incapace di prospettive progettuali. SI alla diga, dunque, ma con una nuova ACB degna di questo nome.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Ever Atop nel canale di Suez 2
I transiti di portacontainer via Suez crescono (61) insieme alle incertezze
Mentre si riaffaccia la minaccia degli Houthi, Linerlytica ha spiegato di attendersi comunque un calo dei noli nel medio periodo
  • container
  • Drewry
  • Houthi
  • Mar Rosso
  • Suez
3
Navi
28 Gennaio 2026
PSA SECH – container banchina gru
Chiude in discesa (62,8%) nel 2025 la puntualità delle portacontainer
A dicembre Maersk e Hapag Lloyd migliori carrier con performance del 76,7% e del 75,2%
  • container
  • puntualità
  • Sea-Intelligence
2
Market report
27 Gennaio 2026
abbandon
Triste primato di marittimi abbandonati nel 2025
Sesto anno consecutivo di crescita del fenomeno, l' International Transport Workers' Federation sollecita l'intervento dell'Imo
  • abbandonati
  • Imo
  • International Transport Workers’ Federation
  • ITF
  • marittimi
  • primato
  • record
2
Market report
22 Gennaio 2026
Porto di Civitavecchia – crociere
Cemar: nel 2025 quasi 14,8 milioni di crocieristi nei porti italiani (+4%)
Gli scali attivi sono stati 72, le navi in circolazione 177, le compagnie di navigazione 55 e le toccate complessivamente…
  • Cemar Agency Network
  • crociere
  • crocieristi
  • Italia
  • navi
  • porti
  • Risposte Turismo
  • scali compagnie
  • toccate
1
Porti
19 Gennaio 2026
Savannah port
Unctad: dazi, riforma del Wto e digitalizzazione plasmeranno il commercio globale nel 2026
I flussi continueranno inoltre a essere influenzati da politiche di friendshoring e reshoring, che spingeranno verso una ulteriore frammentazione
  • scambi commerciali globali
  • Unctad
3
Market report
17 Gennaio 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)