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Ora è ufficiale: la convenzione di Tirrenia Cin sarà prorogata

In pochi avevano dubbi, SHIPPING ITALY lo aveva anticipato già alcuni mesi fa, ma ora è ufficiale: la convenzione pubblica per la continuità territoriale marittima tra lo Stato e Compagnia Italiana di Navigazione (la società controllata da Moby che nel 2012 ha rilevato l’ex Tirrenia) alla sua naturale scadenza fissata il prossimo 18 luglio sarà […]

di Nicola Capuzzo
10 Maggio 2020
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Massimo Mura (Tirrenia – Moby) (2)

In pochi avevano dubbi, SHIPPING ITALY lo aveva anticipato già alcuni mesi fa, ma ora è ufficiale: la convenzione pubblica per la continuità territoriale marittima tra lo Stato e Compagnia Italiana di Navigazione (la società controllata da Moby che nel 2012 ha rilevato l’ex Tirrenia) alla sua naturale scadenza fissata il prossimo 18 luglio sarà prorogata.

Lo ha annunciato la ministra Paola De Micheli nell’ultima audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati rispondendo a un quesito dell’on. Bernardo Marino (M5S) che, dopo aver ricordato come la continuità territoriale marittima scada appunto in estate, ha domandato a che punto è il bando di gara che è stato affidato a Invitalia e a seguire ha chiesto anche se ci sarà una proroga.

Dalla ministra è arrivata una risposta affermativa ed è la prima volta che viene pubblicamente annunciato dal Governo: “A proposito della continuità territoriale marittima ci mettiamo una norma per la proroga perché, nonostante Invitalia abbia avviato la fase delle procedure di gara, l’arrivo del Covid-19 ha ritardato l’analisi dei flussi (di passeggeri, ndr), che peraltro è stata anche un po’ sporcata. Quindi dobbiamo tornare ai flussi dell’anno precedente perché se la facciamo sugli ultimi mesi (è falsata, ndr)”. La De Micheli ha concluso la sua breve replica su questo argomento ammettendo che “c’è un oggettivo ritardo che dobbiamo compensare” nella procedura.

Alla fine dunque, nonostante le molteplici rassicurazioni del Governo attuale e di quello precedente (quando al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sedeva Danilo Toninelli) sul fatto che non ci sarebbe stata una proroga, l’epilogo sarà diverso rispetto agli annunci. Con ogni probabilità le nuova convenzione pubblica, di cui ancora non si sa nemmeno su che tipo di modello sarà organizzata (è pressoché certo non rimanga quello attuale), partirà da gennaio del 2021.

Negli ultimi otto anni, da quando cioè la Moby di Vincenzo Onorato ha rilevato l’ex compagnia di navigazione pubblica Tirrenia nell’estate del 2012, lo Stato ha versato nelle casse della balena blu oltre mezzo miliardo di euro. Ogni anno, infatti, questa convenzione prevedeva il versamento di 72 milioni di euro a fronte dell’impegno da parte di Compagnia Italiana di Navigazione di garantire una serie di rotte dal continente verso Sardegna, Sicilia e isole Tremiti anche in bassa stagione.

Quello che si pensava fosse l’ultimo versamento da Roma sul conto di Tirrenia Cin è avvenuto lo scorso marzo mentre ora si tratterà di capire a quali condizioni avverrà questa proroga visto che la ministra De Micheli ha preannunciato che “ci metterà una norma” ad hoc per tamponare la situazione. Da capire se verrà semplicemente calcolato un 50% della convenzione attuale (dunque sarebbero 36 milioni di euro per poco meno di sei mesi) o se dal Governo verranno fatte considerazioni più ampie e approfondite tenendo anche conto dello stato di insolvenza proprio di Cin verso lo Stato (Tirrenia in Amministrazione Straordinaria).

L’ex compagnia pubblica Tirrenia era stata infatti ceduta alla newco Compagnia Italiana di Navigazione (oggi 100% di Moby) a metà del 2012 per complessivi 380 milioni di euro, di cui 200 pagati subito e 180 da saldare in tre rate nel 2016 (55 milioni), nel 2019 (60 milioni) e nel 2021 (65 milioni). Le due rate già scadute non sono state saldate dal gruppo di Vincenzo Onorato e per questo la ‘bad company’ Tirrenia in Amministrazione Straordinaria (‘controllata’ dal Ministero dello Sviluppo Economico) ha avviato un contenzioso legale presso il tribunale di Roma finalizzato a riscuotere le somme dovute.

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