Fincantieri verso una maxi-commessa portoghese: 3 miliardi per le Fremm
Lisbona inserisce le unità italiane nel programma europeo Safe. Rid conferma l’indiscrezione

Si consolida l’asse navale tra Italia e Portogallo, con un’importante prospettiva industriale. Secondo indiscrezioni sempre più accreditate, la Marinha Portuguesa avrebbe individuato in Fincantieri il partner ideale per la fornitura di tre fregate Fremm Evo, destinate a sostituire la classe Vasco da Gama.
Nonostante manchi ancora l’ufficialità – e Fincantieri mantenga il riserbo – la testata specializzata Rivista Italiana Difesa ha trovato conferme importanti: il progetto sarebbe stato inserito dal governo lusitano nella lista ristretta dei programmi Safe (Security Action For Europe) inviata a Bruxelles per ottenere i finanziamenti entro fine anno.
L’accordo, stimato intorno ai 3 miliardi di euro, segna un punto a favore della tecnologia italiana (preferita, pare, alla proposta francese di Naval Group), ma sul fronte logistico è emersa una sfida complessa. Un’analisi tecnica rilanciata dalla Cnn Portugal ha evidenziato le problematiche poste dalle caratteristiche delle nuove unità che renderebbero necessari, per eccesso di pescaggio e dimensioni, alcuni adattamenti sulle infrastrutture di accoglimento alla base navale di Alfeite. Senza adeguamenti strutturali, l’ingresso e l’uscita delle unità dalla base sarebbero attualmente vincolate alle tavole di marea, consentendo le manovre in condizioni di alta marea. Per accogliere le nuove ammiraglie, il Portogallo dovrà pianificare una campagna di dragaggio del canale di accesso; un’operazione analoga a quella eseguita nel 2004 per l’arrivo dei sottomarini tedeschi.
Per quanto riguarda la manutenzione l’arsenale di Alfeite dispone attualmente di un bacino di carenaggio largo 18 metri, insufficiente per ospitare i 20 metri di baglio massimo delle Fremm: una discrepanza dimensionale che imporrà al governo portoghese di operare per l’allargamento delle strutture o di esternalizzare le manutenzioni a secco verso altri cantieri. Peraltro è ipotizzabile un intervento diretto di Fincantieri atto agli adeguamenti per superare queste difficoltà logistiche. Nonostante le suddette iniziali difficoltà logistiche, la scelta di Lisbona sembra ben ponderata e solida in quanto basata sulla superiorità della piattaforma italiana in termini di lotta antisommergibile (Asw), automazione e gestione dello scenario multi-dominio. Una decisione che il ministro della Difesa portoghese, Nuno Melo, ha definito “fondamentalmente tecnica”, giunta in concomitanza con il recente accordo di cooperazione industriale firmato tra i due Paesi alla presenza del ministro Guido Crosetto.
La parola finale passa a Bruxelles per il via libera ai fondi Safe. Se confermati, Fincantieri incasserà una commessa strategica nel Mediterraneo, mentre Lisbona dovrà impegnarsi per adeguare i propri fondali e strutture entro il 2030.
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