Refit per Oceania Nautica: meno cabine e più suite per crociere lunghe
La nave sarà ribattezzata Aurelia nel 2027, con capacità ridotta e posizionamento più alto nel segmento upper premium

Oceania Cruises interviene su una delle unità più datate della flotta e ne cambia destinazione d’uso. La Oceania Nautica, nave di classe Regatta costruita nel 2000 (circa 30mila tonnellate di stazza lorda, lunghezza intorno ai 180 metri), sarà sottoposta a una conversione radicale e rientrerà in servizio nel 2027 con il nuovo nome di Oceania Aurelia.
Il progetto punta a ridurre la densità di passeggeri e ad alzare il livello dell’esperienza in crociera. La capacità passerà dagli attuali 670 passeggeri a meno di 500, mentre le cabine scenderanno da 349 a 238. Le suite saliranno da 62 a 179 unità, con superfici più ampie e una quota molto più alta rispetto all’offerta attuale.
L’intervento implica una riconfigurazione estesa dei ponti passeggeri. Non si tratta di un semplice ammodernamento degli interni, ma di una redistribuzione degli spazi alberghieri, con impatti su layout, impiantistica e servizi di bordo. L’obiettivo è aumentare lo spazio per ospite e adeguare la nave agli standard più recenti della compagnia, già applicati alle unità più nuove. La riduzione del numero di passeggeri incide anche sul rapporto equipaggio/ospiti, che diventa più favorevole, elemento centrale per un prodotto orientato alle crociere di lunga durata. In questo segmento, continuità del servizio, comfort e gestione della vita a bordo per periodi prolungati sono fattori decisivi.
La futura Aurelia sarà infatti dedicata a grand voyages e giri del mondo. Si tratta di itinerari con durate estese, meno turnaround e una logistica più complessa, dove una nave di dimensioni contenute rappresenta un vantaggio operativo: accesso a porti secondari, maggiore flessibilità nella pianificazione e minore esposizione alla congestione dei grandi hub crocieristici.
L’operazione si inserisce nella strategia della compagnia, che procede su due linee. Da una parte l’ingresso di nuove navi di dimensioni maggiori; dall’altra la valorizzazione della flotta esistente attraverso refit mirati. In questo caso, una unità della classe Regatta viene riposizionata su un segmento specifico, con un prodotto più selettivo e margini più elevati per passeggero.
“Oceania Aurelia è la nostra nave definitiva per l’esplorazione del mondo – dice Jason Montague, Chief Luxury Officer di Oceania Cruises -. È progettata specificamente per ospiti che desiderano più spazio, più suite e un livello più profondo di assistenza personalizzata, in particolare per viaggi di lunga durata. Oceania Aurelia sarà una nave più piccola, con un’atmosfera più esclusiva, che si avvicina a quella di un club e che offre davvero la sensazione di una casa sul mare, consentendo ai viaggiatori un legame più diretto con i porti visitati”.
Non sono stati diffusi nel dettaglio né il cantiere incaricato né il valore dell’investimento, ma la portata degli interventi indica un progetto di conversione significativo, più vicino a una trasformazione strutturale che a un refit tradizionale.
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