Giù (-5,2%) l’export della filiera del legno nel primo trimestre 2026
A preoccupare è ora la forte crescita ad aprile (+19,6%) dell’import di mobili dalla Cina

Le preoccupazioni espresse a inizio anno dalla filiera del LegnoArredo trovano conferma nei dati relativi all’andamento del primo trimestre 2026.
Con esportazioni pari a 4,4 miliardi di euro, il periodo si chiude infatti con una flessione del 5,2%, in leggera attenuazione nel mese di marzo (-3,1%).
A pesare sul settore, come temuto, è il mercato Usa, che nei tre mesi registra una contrazione del 15,4%. Restano in territorio negativo anche Germania (-6,9%) e Francia (-3,4%), primi partner europei della filiera, mentre si distinguono per il trend positivo Spagna (+1,3%), Svizzera (+3,3%), Paesi Bassi (+3%), senza tuttavia compensare le flessioni dei mercati più ampi.
In profondo rosso anche il mercato mediorientale, interessato da una contrazione del 23,4% e con un marzo che da solo ha fatto segnare un -48,8%.
“I primi segnali di recupero registrati ad aprile nei Paesi Opec sono abbastanza incoraggianti, ma il quadro resta ancora fragile e incerto” ha commentato Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, segnalando da un lato le “pesantissime” flessioni segnate negli Emirati Arabi Uniti (-78,5%) e in Arabia Saudita (-57,3%), ma allo stesso tempo registrando per il solo comparto del mobile come l’export verso i Paesi OPEC sia passato dal -66% di marzo al -27% di aprile “indicando un progressivo riavvio degli scambi dopo la fase di blocco iniziale”.
Un campanello d’allarme per il settore arriva poi dalle importazioni di mobili dalla Cina, cresciute del 19,6% nel solo mese di aprile. “Nel cumulato dell’anno – spiega Feltrin – il dato rimane ancora negativo (-6,6%), ma esclusivamente per effetto dei picchi raggiunti nel 2025. L’aumento dei prodotti in ingresso, mentre l’export dei nostri prodotti rallenta, rappresenta un elemento di particolare attenzione per la competitività dell’industria nazionale e per gli equilibri del mercato interno”.
Più nel dettaglio, l’analisi riscontra per il segmento del mobile un calo del fatturato del 3,5% nel trimestre, che si è riflesso in un -7,5% delle esportazioni. Come accennato, le importazioni restano negative (-6%), con un lento recupero che si trasforma in un +11,2% ad aprile (grazie come visto alla brillante performance cinese).
Più stabile la situazione dell’industria del legno, che chiude il trimestre con un fatturato sostanzialmente invariato (+0,2%). La dinamica dei prezzi alla produzione, rileva Federlegno, (+3,7% nel periodo gennaio-aprile) compensa in parte la contrazione dei volumi produttivi (-5,6%), in un contesto caratterizzato da forti tensioni sulle materie prime, in particolare sui segati, che registrano incrementi di prezzo superiori al 9%.

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