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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Iscotrans trasporta dalla Cina i nuovi finger per l’aeroporto di Fiumicino

Le società di spedizioni genovese Iscotrans in questi giorni sta portando a termine il trasporto e la consegna presso l’aeroporto di Fiumicino di numerose passerelle d’imbarco per gli aerei (finger).

Più precisamente il carico è stato imbarcato in break bulk nel porto di Shenzen ma su una nave portacontainer ed è stato appena sbarcato al porto di Napoli da dove hanno poi proseguito verso Fiumicino.  La consegna risulta particolarmente complessa dal punto di vista del project management per la quantità di finger da consegnare e per le attuali norme di sicurezza per l’accesso in zona aereoportuale che impongono severe limitazioni sia al personale che ai mezzi. Più nel dettaglio si tratta di due lotti: un primo con quattro impianti del peso ciascuno di 4,7 tonnellate caricati sue due container open top; il secondo composto da oltre 20 articoli, di peso massimo unitario fino a oltre 20 tonnellate e dimensioni extra-large.

Nella nicchia di business del project cargo i colossi internazionali arrancano e per le case di spedizione italiane c’è ancora spazio per fidelizzare i clienti con servizi di trasporto ad alto valore aggiunto in grado di generare margini di guadagno soddisfacenti.
A spiegarlo è proprio paolo Benvenuti, vicepresidente di Iscotrans, azienda fondata nel 1976 a Genova e attiva nel campo del trasporto via mare, terra e aereo, con una specializzazione nelle spedizioni e nella logistica di impianti industriali, di macchinari e, in generale, di beni industriali e prodotti chimici.
“In Italia molti grandi gruppi attivi nelle spedizioni project si sono ritirati o comunque la loro concorrenza si sentiva di più negli anni passati” rileva l’esperto spedizioniere. “Molte azienda nel nostro paese guardano ancora alla qualità del lavoro che viene offerto e dimostrano una certa fidelizzazione”.
Nella reference list dei clienti spiccano nomi di primissimo piano dell’industria italiana e player internazionali dell’industria oil&gas. “Recentemente Iscotrans si è aggiudicata per il quinto anno consecutivo il tender di un primario ente umanitario per i trasporti e le spedizioni in container reefer di prodotti biomedicali destinati a campi profughi in tutto il mondo” prosegue Benvenuti ricordando anche un altro imbarco da primato completato la scorsa estate. “Alcuni mesi fa Iscotrans ha imbarcato nel porto di Trieste due bobine da 440 e 570 tonnellate; la seconda era la più pesante bobina con cavo unico mai trasportata al mondo”.
Dal 2007 Iscotrans partecipa ed è tra i fondatori del network Tandem Global Logistics, un consorzio mondiale di 13 spedizionieri che opera sui traffici container di linea e può contare su una fitta rete di agenti, 220 uffici sparsi in 75 paesi del mondo, che su alcuni trade lavorano come un brand unico e utilizzano sistemi It condivisi. La società utilizza servizi marittimi di linea, navi noleggiate, sia tradizionali che specializzate, veicoli speciali per il trasporto di colli eccezionali e aerei cargo di ogni capacità.
Iscotrans oggi può vantare una sede anche a Milano e circa 30 dipendenti. Il primo grosso lavoro a cui la società aveva lavorato era stata la costruzione della ferrovia Transgabonese realizzata in due fasi tra il 1976 e il 1986. “Per quel progetto erano stati aperti nuovi uffici ad hoc a Londra, Parigi e Anversa, mentre negli anni successivi la struttura del gruppo aveva poi subito un inevitabile ridimensionamento” ricorda il vicepresidente.
Che poi, commentando l’evoluzione del comparto in atto, aggiunge: “Il mercato sta cambiando e si va verso una globalizzazione sempre più importante; anni fa non si pensava potesse avvenire un processo di questa portata. Noi siamo disponibili e interessati a considerare nuove joint venture, prendere in affitto rami d’azienda o subentrare in società che si dimostrino un valore aggiunto per Iscotrans e i nostri clienti. Valutiamo opportunità soprattutto sulle piazze di Genova e di Milano”.

Il fatturato di Iscotrans (inclusi dazi e Iva) nel 2019 è stato di circa 23 milioni di euro mentre nel 2018 era arrivato addirittura a 32 milioni per effetto di un grosso contratto svolto in tempi stretti e con volumi importanti per un primario Epc contractor mondiale. “Avevamo spedito circa 130.000 metri cubi di merce in cinque mesi su cinque navi diverse verso il Sud America” conclude ricordando Benvenuti, aggiungendo a proposito del contesto locale: “L’Italia è ormai un mercato che genera pochi volumi di carichi project cargo, per questo molti dei lavori svolti sono per traffici cross trade fra paesi esteri. Nel nostro paese rimangono, però, un numero significativo di spedizioni soprattutto nel settore chimico”.

Nicola Capuzzo

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