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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

“Puniremo la politica se non farà scelte sul porto di Venezia”



Venezia – “Oggi presentiamo un Manifesto per il porto di Venezia. Ci aspettiamo che da Roma arrivino delle risposte e delle soluzioni. La politica deve fare delle scelte. Se non le prende è cattiva politica e verrà da noi punita con l’unico strumento a disposizione: il voto elettorale”. Si è concluso così l’intervento di Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, in apertura del convegno che la federazione nazionale degli agenti marittimi ha organizzato in laguna per sostenere lo sviluppo del porto di Venezia.

La manifestazione andata in scena lungo il Canale della Giudecca con tutte le barche da lavoro attive nello scalo è stata accompagnata dallo slogan “Lasciateci scavare i canali”. Il riferimento era al canale Vittorio Emanuele, che consentirebbe alle grandi navi da crociera di giungere alla stazione marittima evitando il transito per il canale della Giudecca, e al canale dei petroli a Marghera, i cui fondali sempre meno profondi (l’ultima ordinanza della Capitaneria di porto l’ha portato a 10,2 metri) stanno progressivamente limitando l’accesso delle navi mercantili e quindi la competitività dello scalo.
“La laguna non è natura, è intervento dell’uomo, sennò qui oggi ci sarebbero le zanzare” ha detto Duci durante il suo intervento. “Senza il porto di Venezia l’economia del Nord-Est si ferma. Verrebbe limitato l’import-export di materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Non possiamo più accettare le non scelte di Roma”. Il presidente di Federagenti aggiunge che il cluster marittimo-portuale deve “fare delle proposte nuove. Il porto potrebbe anche restituire qualcosa alla città”.
Duci infine ha criticato chi definisce le navi da crociera come dei mostri dei mari: “Dobbiamo trovare modalità per gestire meglio le navi da crociera, è vero, ma non sono dei mostri. Sono eccellenze di tecnologia, spesso Made in Italy”.

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