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Top 15 porti Europei: Genova dal 2007 ha fatto +42% nei container

Nonostante negli ultimi anni abbia perso quote di mercato in Mediterraneo, dallo scoppio della crisi economica del 2007 a oggi il porto di Genova ha visto crescere del 42,1% il volume annuale di container movimentati facendo segnare uno dei tassi di crescita più elevati di tutta Europa.

Lo evidenzia la classifica dei primi 15 porti container continentali stilata da Theo Notteboom, professore di economia marittima presso l’Università di Anversa, di Ghent e presso la Shanghai Maritime University. La fotografia scattata dal noto accademico nordeuropeo dice innanzitutto che Genova, con i suoi 2,6 milioni di Teu, si piazza alla 12ma posizione in Europa, stabile rispetto al 2018 e due posizioni più in alto rispetto al 2017 quando era al 14mo posto.

L’unico altro scalo italiano che compare in classifica è Gioia Tauro che, con i sui 2,5 milioni di Teu, segue a breve distanza in 13ma posizione. Rispetto al 2007 lo scalo calabrese ha perso molto terreno perché era quinto a livello continentale e movimentava il 26,8% di Teu in più rispetto all’esercizio appena trascorso. I programmi ambiziosi di Msc e del suo fondatore Gianluigi Aponte, che ha promesso di fare di Gioia Tauro il primo porto del Mediterraneo, lasciano presagire una rapida scalata della classifica da parte di questo porto nel corso dei prossimi anni.

L’analisi del prof. Notteboom evidenzia che l’anno scorso i primi 15 porti europei hanno registrato una crescita del 2,8%, un dato in rallentamento rispetto agli anni precedenti se si considera che nel 2018 la crescita era stata del 4,7%, del 4,6% nel 2017 e del 2,1% nel 2016. Nel 2015 i ‘top 15’ avevano registrato un lieve calo del traffico dell’1,6% rispetto al 2014. Rispetto al 2017 l’aumento dei container Teu movimentati nei primi 15 scali continentali è stato del 29%.

L’accademico nordeuropeo nella sua analisi sottolinea la lenta ascesa degli scali affacciati sul Mar Mediterraneo con il traino del Pireo, Valencia, Algeciras e l’hub di trasbordo di Marsaxlokkk (Malta). Per la prima volta in assoluto un porto del Mediterraneo, in questo caso il Pireo, è  entrato fra i primi quattro scali continentali. Dagli anni ’60 del secolo scorso a oggi le prime posizioni europee erano sempre state appannaggio dei porti del cosiddetto Northern Range che va da Le Havre ad Amburgo.

L’analisi rileva inoltre che il porto di Southampton è stato scalzato dai primi 15 nel 2019 ma aggiunge che lo scalo inglese, così come Londra, Zeebrugge, Sines, La Spezia e Marsiglia che hanno tutti gestito tra 1,4 e 2 milioni di Teu nel 2019, hanno il potenziale per entrare nella Top 15 in futuro.

A proposito dell’ascesa degli scali del Mediterraneo, il Prof. Notteboom precisa che gran parte della crescita osservata è legata all’attività di trasbordo marittimo: il Pireo e Algeciras sono hub di transhipment quasi puri, mentre Valencia e Barcellona combinano flussi in import/export con il trasbordo. Andhe la maggior parte dei porti nordeuropei in classifica combinano i flussi di trasbordo e il carico di import/export con la quota di trasbordo mare-mare nel totale dei container in transito che varia tra il 25% e il 45%. Felixstowe, Genova e San Pietroburgo sono quasi puri porti gateway con un forte orientamento a servire l’hinterland.

Infine, conclude la fotografia degli scali container europei, vale la pena ricordare che il porto di trasbordo marocchino di Tanger Med ha gestito quasi 4,8 milioni di Teu nel 2019 (+38% rispetto al 2018) e l’ulteriore nuova capacità container pronta a entrare in servizio a breve rischia di catturare ulteriori quote di mercato alle banchine intorno allo stretto di Gibilterra (come Algeciras, Valencia e Sines), ma anche agli hub nella parte più centrale del Mediterraneo, come Gioia Tauro, Marsaxlokk e Cagliari.

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