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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Almeno quattro navi italiane sgradite nei porti stranieri

L’ultima in ordine di tempo è stata la nave da crociera Msc Meraviglia che nelle scorse ore, secondo quanto riportano alcuni media americani, è stata rifiutata nel porto jamaicano di Ocho Rios. Le autorità locali, nonostante le nave fosse già ormeggiata in banchina, ha negato lo sbarco di tutti i passeggeri perché un componente dell’equipaggio (di nazionalità filippina) manifestava a bordo sintomi influenzali e febbre. Per non correre rischi le autorità hanno preferito non autorizzare lo sbarco e la Msc Meravilgia ha preferito lasciare il porto e partire per lo scalo successivo. Partita da Miami, la nave dopo la Jamaica scalerà le Isole Cayman, poi Cozumel e Bahamas pima di fare ritorno a Miami. Il timore dei passeggeri è quello che nei prossimi giorni anche altri scali possano negare lo sbarco dei passeggeri.

Secondo quanto riportato da Meditelegraph, una non meglio identificata nave italiana proveniente da Genova è stata bloccata al porto di Tangeri. Secondo quanto ricostruito da SHIPPING ITALY si trattava del traghetto Excellent di Grandi Navi Veloci. La misura “precauzionale” presa, secondo le autorità del porto TangerMed, è considerata “ordinaria”. “Tutte le navi in arrivo da Paesi dove vi siano casi di coronavirus sono sottoposti a controlli minuziosi prima di entrare in porto”, assicurano i responsabili. Dalla compagnia genovese, in realtà, qualche ora dopo hanno fatto sapere che lo scalo della nave si è svolto regolarmente senza alcuna procedura o criticità particolare.

Al porto di Malta, invece, nella giornata di lunedì i portuali si sono rifiutati di salire a bordo delle navi roro italiane Maria Grazia Onorato di Tirrenia Cin e la Eurocargo Malta di Grimaldi Group. Secondo quanto riportato da Malta Today i lavoratori avrebbero minacciato di non scaricare i semirimorchi dalle due navi provenienti dall’Italia fino a quando non fosse disponibile un presidio sanitario in banchina e rassicurazioni sui rischi per i portuali che dovevano salire a bordo delle due navi. Entrambe le unità risultano attualmente rientrate in acque italiane.

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