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Moby ‘perde’ un obbligazionista mentre elabora il piano di ristrutturazione

Il comitato di obbligazionisti di Moby che alcune settimane fa ha concesso alla balena blu un accordo di stand still sul mancato pagamento della cedola per il bond da 300 milioni di euro (rendimento 7,75%) in scadenza nel 2023 ha perso un pezzo. Secondo quanto riportato da Debtwire, infatti, il fondo d’investimento York avrebbe ceduto […]

di Nicola Capuzzo
25 Febbraio 2020
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navi di Moby e Tirrenia in porto a Genova

Il comitato di obbligazionisti di Moby che alcune settimane fa ha concesso alla balena blu un accordo di stand still sul mancato pagamento della cedola per il bond da 300 milioni di euro (rendimento 7,75%) in scadenza nel 2023 ha perso un pezzo.

Secondo quanto riportato da Debtwire, infatti, il fondo d’investimento York avrebbe ceduto (probabilmente a un hedge fund) la propria esposizione, pari a circa 40 milioni di euro, a un prezzo non superiore all’attuale quotazione alla borsa del Lussemburgo che si attesta intorno al 33% del valore di emissione. Il raggruppamento di bond holder che nei mesi scorsi ha aggredito Moby anche con un’istanza di fallimento respinta dal tribunale di Milano sono Aptior, Bluebay, Cheney Capital e Sound Point Capital.

Ricordando che alla compagnia di traghetti è stato concesso, almeno fino a fine mese, sia dagli obbligazionisti che dalle banche una moratoria sul rimborso del debito bancario e sul pagamento delle cedole previste dalle obbligazioni, Debtwire prevede che difficilmente le negoziazioni fra i finanziatori e Moby si concluderanno entro il termine del 29 febbraio per cui è lecito attendersi una proroga dell’accordo di stand still.

La testata giornalistica finanziaria riporta una dichiarazione di una fonte mantenuta anonima secondo cui Moby dovrà proporre a obbligazionisti e banche un piano in cui prevede un cambio di governance e di management al timone del gruppo, nonché una riorganizzazione del perimetro aziendale includendo anche aziende terze.

Il primo pensiero va ad esempio alla società Fratelli Onorato Armatori che lo stesso Vincenzo Onorato, presidente del gruppo, in un post su Facebook aveva menzionato come possibile ‘contropartita’ da offrire ai finanziatori. “Il noleggio delle due navi (Maria Grazia Onorato e Alf Pollak, ndr) attraverso la società Fratelli Onorato, noleggio che tra l’altro ha prodotto valore in Moby in termini di risultato, aveva come ratio evitare di portare altro debito in Moby finché non fosse stato effettuato un deleverage finanziario importante, ciò che stavamo per fare. Per inciso, abbiamo già notificato alle banche la nostra pronta disponibilità a reinserire queste unità nel perimetro Moby” era scritto nel messaggio di Onorato.

Sempre secondo Debtwire, infine, Moby sarebbe anche alla ricerca di nuova liquidità da iniettare nel gruppo ma preferirebbe possibilmente non riceverla dallo stesso gruppo di obbligazionisti al fine di evitare una maggiore dipendenza da queste controparti con cui già si è creata una situazione di contrapposizione solo adesso in via di possibile risoluzione.

Nicola Capuzzo

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