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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Agente marittimo: un mestiere da rinnovare con le innovazioni digitali

Per l’agente marittimo è arrivato il momento di evolvere e innovare la propria funzione se non vuole rischiare di estinguersi per effetto della sempre maggiore trasparenza e condivisione garantita dall’evoluzione tecnologica e digitale. Il tema è al centro di un contributo intitolato “Rethinking maritime businesses for the digital age: the evolving role of ship agents” pubblicato sul sito di Unctad a firma di Mikael Lind (professore al Research Institute of Sweden) e Juan Carlos Croston (responsabile marketing del Manzanillo International Terminal di Panama).

Due sono i capitoli che entrano nel vivo della questione.

Il primo s’intitola “Sfide digitali per l’agente marittimo” ed evidenzia che “tradizionalmente il porto e i suoi operatori si sono affidati principalmente alle informazioni fornite dagli agenti marittimi per comprendere lo stato attuale e futuro dello scalo di una nave in un porto. Tuttavia una maggiore implementazione della condivisione digitale dei dati tra gli operatori portuali sta cambiando questa situazione. Una maggiore collaborazione digitale, attraverso la condivisione diretta dei dati, crea una consapevolezza dinamica, aggiornata e comune della situazione come base per l’allineamento delle attività nel processo di scalo. Una maggiore attenzione all’ottimizzazione delle toccate in porto offre significative opportunità di miglioramento dell’efficienza e di guadagno ambientale per i fornitori di servizi e i consumatori. Ma questo richiede un ripensamento di molte attività e ruoli di ogni scalo in banchina” dicono gli autori.

In questo contesto, la condivisione dei dati digitali e la collaborazione potrebbero mettere in discussione il potere dell’agente marittimo come centro di informazione primario per tutti coloro che sono coinvolti in uno scalo in porto e potrebbero essere interpretati come un fattore che riduce la proposta di valore da parte dell’agente marittimo. “Il valore dell’agente marittimo diminuirà se il professionista non è in grado di sfruttare appieno la condivisione digitale dei dati per l’esecuzione del lavoro previsto nello scalo di una nave. Ad esempio, la comunicazione tramite singole telefonate o e-mail potrebbe essere un’alternativa dispendiosa in termini di tempo, costosa e inefficiente rispetto a uno scambio di dati digitali senza soluzione di continuità con i fornitori di servizi per stabilire quando, dove e quali servizi saranno forniti e per garantire un aggiornamento in base alle circostanze” si legge nel contributo.

Insomma secondo gli autori gli agenti marittimi che vogliono continuare a partecipare in modo redditizio all’ecosistema dell’economia marittima dovranno riutilizzare il loro capitale sociale e organizzativo per abbinare la connettività digitale e lo scambio di dati standardizzati che domineranno l’esecuzione della futura visita in porto di una nave.

Il secondo capitale suggerisce di rivisitare la professione dalle fondamenta riadattando il ruolo dell’agente marittimo in un ecosistema digitale marittimo. “La condivisione digitale dei dati e una maggiore visibilità dei piani e delle loro modifiche potrebbero migliorare il ruolo degli agenti disposti ad abbracciare la digitalizzazione. Con la crescente capacità degli agenti marittimi di raccogliere e analizzare i flussi di dati in entrata, la loro proposta di valore sia per le navi che per gli operatori portuali apre nuove opportunità per cambiare e migliorare il loro modello di business” scrivono Lind e Croston.

Secondo loro un agente marittimo potrebbe diventare il fornitore di servizi di informazione e ottimizzazione per gli armatori, i noleggiatori e i proprietari del carico, diventando l’integratore fisico e informativo delle operazioni marittime nella catena di trasporto globale. Per facilitare l’interoperabilità tra i sistemi informativi, l’agente deve anche utilizzare uno standard di scambio dati consolidato, oltre a costruire capacità di analisi delle informazioni.

“Un agente – si legge nel contributo – collegato digitalmente e coordinato può contribuire a ridurre i costi per la compagnia di navigazione o il noleggio. Ad esempio, se l’agente marittimo ha una maggiore certezza sui tempi di arrivo delle navi grazie alla digitalizzazione e alla condivisione dei dati, allora l’avvicendamento dell’equipaggio e le ispezioni potrebbero essere supportate senza la necessità di prolungare il periodo di pernottamento in hotel dei lavoratori”.

Nonostante quanto premesso viene riconosciuto come il tradizionale capitale sociale mantenuto attraverso mezzi informali, come una cena o un caffè insieme, continuerà ad avere comunque il suo peso. “Rimarrà una fonte di innovazione e reinvenzione, poiché terrà l’agente marittimo consapevole di ciò che i suoi partner portuali stanno pianificando in termini di nuovi servizi e strutture. Le interazioni di routine saranno digitali, ma il futuro sarà socialmente costruito dagli agenti marittimi e dai fornitori di servizi e poi ingegnerizzato digitalmente” aggiunge l’analisi.

La collaborazione (e la sostenibilità) sono fattori chiave per il futuro del settore delle spedizioni marittime e della catena di fornitura. Il maggiore grado di digitalizzazione e collaborazione che si sta verificando nel settore dello shipping offre maggiore efficienza, prevedibilità e redditività per gli attori coinvolti.

“Abbracciando lo scenario digitale portuale – è la conclusione – gli agenti marittimi possono continuare a essere la fonte primaria di informazioni locali nel coordinamento delle toccate di navi in porto e possono creare nuove opportunità di business. L’implementazione della condivisione dei dati per una maggiore trasparenza e armonizzazione tra gli attori portuali crea opportunità per gli agenti marittimi di fornire servizi più veloci e di migliore qualità, grazie ai mezzi digitali e ai nuovi servizi”.

Leggi l’articolo completo sul sito di UNCTAD

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