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La sovvenzionata Tirrenia Cin nel mirino per la richiesta di riduzione dei marittimi a bordo

Il parere positivo dato dal Corpo delle Capitanerie di Porto alla richiesta delle compagnie di traghetti di poter rivedere le tabelle d’armamento per di ridurre il personale a bordo in questa delicata fase di emergenza ha sollevato alcune polemiche. Oltre al fatto che praticamente tutti gli armatori attivi sulle rotte di cabotaggio nazionale con le […]

di Nicola Capuzzo
24 Marzo 2020
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Il parere positivo dato dal Corpo delle Capitanerie di Porto alla richiesta delle compagnie di traghetti di poter rivedere le tabelle d’armamento per di ridurre il personale a bordo in questa delicata fase di emergenza ha sollevato alcune polemiche. Oltre al fatto che praticamente tutti gli armatori attivi sulle rotte di cabotaggio nazionale con le isole stanno presentando questa richiesta facendo ricorso al fondo Solimare (e questo ha generato un diffuso malcontento fra i marittimi), la posizione specifica di Tirrenia – Compagnia Italiana di Navigazione ha scatenato la protesta dell’Unione Sindacale di Base.

In una comunicazione intitolata “Piovono soldi!” il sindacato dei lavoratori ha scritto: “Ogni emergenza porta con se la mala pianta degli speculatori, l’epidemia in corso non fa
eccezione! In campo marittimo stiamo assistendo a una corsa senza eguali di alcune compagnie di navigazione a un forsennato ricorso alla possibilità offerta dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto di ridurre le tabelle di armamento per un lamentato calo di trasporto, e il conseguente ricorso alla cassa integrazione guadagni per lavoratori
marittimi ed amministrativi”.
Usb evidenzia però che “per alcune di queste compagnie, e tra queste sicuramente la Compagnia Italiana di Navigazione del gruppo Onorato Armatori, ricordiamo che, oltre a usufruire delle agevolazioni fiscali e tributarie derivanti dagli attuali provvedimenti emergenziali, esse sono titolari di corposi finanziamenti regionali e statali per assicurare continuità territoriale. Le attuali tabelle di armamento per unità passeggeri di Cin prevedono la possibilità di ridurle sino a una trasportabilità minima di 499 passeggeri, fermo restando che la sovvenzione percepita (72 milioni di euro anno) copre i costi di gestione per assicurare la continuità territoriale indipendentemente dal trasportato, non si capisce perché il Comando generale dovrebbe concedere un’ulteriore riduzione visto che tale regalo non si tradurrebbe in un risparmio per lo Stato in termini di sovvenzione erogata, ma solo in un maggior incasso per la Compagnia a danno dei lavoratori e del servizio offerto alle isole”.
Il sindacato segnala poi che nella richiesta di accesso alla Cassa integrazione da parte di Compagnia Italiana di Navigazione il contenuto del documento di comunicazione di apertura della procedura, sarebbe a su dire “assolutamente generico in ordine ai criteri in base ai quali pervenire all’individuazione dei dipendenti naviganti e amministrativi interessati alla sospensione e non consente una valutazione coerente tra criteri indicati e la selezione dei lavoratori da sospendere”.

Unione Sindacale di Base conclude affermando che “mentre il Ministero dei Trasporti si
accinge a erogare un’altra tranche di sovvenzione sino a tutto dicembre 2020, Compagnia
Italiana di Navigazione si prepara a incassare e a far pagare l’ennesimo conto ai lavoratori: riduzione di tabelle, cassa integrazione, ulteriore precarizzazione del Turno
generale, chiusura degli uffici di Napoli e deportazione del personale, e ultimo, ma non
ultimo, la richiesta di procedere in deroga agli accordi contrattuali nazionali e aziendali
per drenare altri soldi dalle tasche dei lavoratori: Un vero e proprio intollerabile
esproprio!”.

Come detto, però, oltre a Cin Tirrenia sono tante le compagnie di traghetti che hanno presentato richiesta di accesso alle prestazioni del Fondo di solidarietà bilaterale del settore marittimo Solimare. Istituito nel 2014,  a questo fondo aderiscono tutte le imprese armatoriali con più di cinque dipendenti e sono comprese anche quelle che esercitano il servizio di rimorchio in concessione. Il fondo provvede all’erogazione di un assegno ordinario a favore dei lavoratori marittimi e del personale amministrativo e di terra delle imprese armatoriali interessati da riduzione dell’orario di lavoro o da sospensione temporanea dell’attività lavorativa in relazione alle causali previste dalla normativa.

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