Il quotidiano on-line del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Importazioni e requisizioni: il rischio di essere ingiustamente accusati di sciacallaggio



Contributo a cura di Paolo Federici * 

* managing director Fortune International 

 

Leggo un articolo dove si ringrazia e si elogia la Dogana Italiana per aver sequestrato merce destinata in Australia, sostenendo che, trattandosi di materiale ospedaliero, serve all’Italia e quindi bisogna pensare prima agli italiani, e pertanto se ne vieta l’esportazione.

Poi leggo un articolo dove si critica la Cina per aver bloccato l’esportazione verso l’Italia di materiale ospedaliero regolarmente ordinato e pagato dall’Italia.

La prossima lettura è più edificante: la Dogana ha sequestrato 900.000 mascherine arrivate in Italia dall’Egitto, mascherine che vengono messe immediatamente a disposizione della Protezione Civile. Ovviamente chi le aveva ordinate e pagate e doveva distribuirle ad ospedali, farmacie, Asl e altri enti che gliele avevano ordinate non è più in grado di ottemperare ai suoi impegni. Passano due giorni e si scopre che il “primo” compratore era la Regione Lombardia. Quindi la Dogana ha sequestrato e messo a disposizione della Protezione Civile mascherine acquistate e destinate alla Regione Lombardia!

Ora provate a fare un collegamento tra le tre notizie qui sopra e ditemi se ci trovate una qualche logica.

Premesso che io mi occupo di trasporti, sto curando il trasporto di mascherine dalla Cina all’Italia: il mio cliente è un distributore che deve poi rifornire enti ospedalieri, farmacie, Asl, Comuni. Praticamente ha raccolto gli ordini di diversi utilizzatori finali e ha fatto un ordine unico per qualche milione di mascherine, così da ridurre anche il prezzo (come succede per i Gas: Gruppi di Acquisto Solidale). Però tutto è legato a due “speranze”: la prima è la speranza che la Cina lasci partire questo lotto di merce e non lo confischi alla partenza. La seconda è che la Dogana Italiana autorizzi lo sdoganamento e non intervenga con un sequestro.

Secondo voi con quale spirito stiamo operando sia noi, incaricati del trasporto e della distribuzione, che il nostro cliente, incaricato dell’acquisto e del finanziamento dell’operazione?

Vale la pena darsi da fare per aiutare questa nostra povera Italia sapendo che non solo nessuno ti dirà grazie, ma anzi rischi di essere messo alla gogna e di essere accusato (ingiustamente) di sciacallaggio.

Ma oggi questa è la situazione in cui noi, operatori internazionali del trasporto, dobbiamo operare.

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