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La cantieristica navale vede nero e Bruxelles stoppa le fusioni fra i big europei e coreani

Dopo aver messo in stand by l’acquisizione di Stx France (ora Chantiers de l’Atlantique) da parte di Fincantieri, ora la Dg Competition della Commissione Europea ha sospeso anche la procedura aperta per giudicare la fusione da 1,8 miliardi di dollari fra i cantieri sudcoreani Huyndai Heavy Industries e Daewoo. “Una volta che le parti avranno […]

di Nicola Capuzzo
3 Aprile 2020
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Dopo aver messo in stand by l’acquisizione di Stx France (ora Chantiers de l’Atlantique) da parte di Fincantieri, ora la Dg Competition della Commissione Europea ha sospeso anche la procedura aperta per giudicare la fusione da 1,8 miliardi di dollari fra i cantieri sudcoreani Huyndai Heavy Industries e Daewoo.

“Una volta che le parti avranno fornito le informazioni e le documentazioni mancanti la procedura potrà ripartire” hanno specificato da Bruxelles. Così come nel caso del matrimonio fra i cantieri navali italiani e francesi, anche in questa operazione la Commissione Europea aveva già fatto sapere di non vedere di buon occhio il fatto che dall’unione fra Hyundai e Deawoo emergerebbe un player con una quota di mercato mondiale pari al 21%. Un market share considerato sufficiente ad alterare la concorrenza e che potrebbe portare a un aumento dei prezzi delle nuove costruzioni secondo l’Europa che per questo aveva chiesto integrazioni. Questi due cantieri sono specializzati nella costruzione di navi cisterna, portacontainer, gasiere e hanno fra i propri clienti anche società armatoriali europee.

Stesso destino per l’operazione di concentrazione a livello europeo tra Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique: l’ultimo giudizio (probabilmente negativo) sull’operazione era atteso nel corso di questo mese di aprile ma già da un paio di settimane Bruxelles ha fatto sapere di aver sospeso la procedura. Alla luce di quanto sta avvenendo nel mercato delle crociere, dove le compagnie sono ferme con le navi in disarmo, la fusione fra due dei tre principali cantieri navali attivi a livello continentale nella costruzione di navi da crociera o non avrà più motivo di esistere alle condizioni discusse finora o sarà se possibile ancora più urgente visto che i cantieri rischiano per molti anni di non ricevere nuove commesse se non addirittura di vedersi cancellare ordini già acquisiti. Non a caso la priorità numero uno espressa da Fincantieri in occasione della presentazione dei risultati finanziari del 2019 è quella di “tutelare il carico di lavoro già acquisito”.

Così come già fatto dalle società armatoriali e dai terminal portuali, anche i cantieri navali, attraverso l’associazione di categoria Sea Europa, hanno chiesto un supporto pubblico per superare l’attuale momento di crisi generato dall’emergenza pandemica di Coronavirus. “Se l’Europa non adotta misure specifiche e supporti finanziari alla navalmeccanica il rischio è quello di perdere competenze tecnologiche strategiche a tutto vantaggio dell’Asia” ha sottolineato la presidente Kjersti Kleven.

Sea Europe ha evidenziato le proprie preoccupazioni soprattutto sul mercato delle navi da crociera: “Il comparto si aspetta che molte commesse saranno cancellate a causa della crisi finanziaria in cui versano le compagnie crocieristiche, impossibilitate a riprendere l’attività fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà terminata”. La presidente Kleven ha infine aggiunto che “a domanda di nuove navi e quindi tutto l’indotto della navalmeccanica non riprenderà fino a quando gli armatori non vedranno segnali di ripresa concreti del mercato”.

Oltre alle navi da crociera, secondo Sea Europa la cantieristica del Vecchio Continente subirà le conseguenza dell’atteso rallentamento economico soprattutto nei settori dei traghetti, delle draghe, dei pescherecci e delle navi impiegate a vario titolo nelle attività estrattive offshore”.

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