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Posticipato il salvataggio di Giuliana Bunkeraggi

Il salvataggio della società triestina Giuliana Bunkeraggi controllata dalla famiglia Napp e in concordato preventivo è rinviato di qualche mese. Secondo quanto riportato da Il Piccolo, infatti, l’omologa del tribunale al piano concordatario proposto ai creditori dall’azienda non può materialmente avere luogo a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus e la relativa udienza, dunque, è a quanto pare destinata a essere spostata a inizio luglio. La società, attiva nell’approvvigionamento fisico del bunker alle navi a Trieste e in altri scali dell’Adriatico, è ricorsa al concordato preventivo a seguito della vicenda giudiziaria che nel 2019 aveva colpito l’allora controllata Depositi Costieri.

In teoria l’omologa dovrebbe non avere ostacoli poiché il piano concordatario proposto ai creditori aveva già ottenuto la maggioranza di voti favorevoli nonostante Monte Paschi Siena si fosse invece espressa con voto contrario. Il passivo complessivamente è nell’ordine dei 10 milioni di euro, di cui 7,6 milioni riferibili a crediti chirografari (banche e fornitori) e 2,4 milioni a crediti privilegiati.

Nei mesi scorsi gran parte della flotta di Giuliana Bunkeraggi era stata già acquistata dal Gruppo Ocean della famiglia Cattaruzza e dalla veneziana Petromar. Attualmente risultano ancora da vendere le due bettoline Piero e Marisa oltre alla partecipazione azionaria pari al 18% in Tami, la cordata dei privati all’interno del Trieste Terminal Passeggeri di cui Franco Napp era amministratore delegato. La vendita delle ultime due bettoline avverrà a seguito dell’omologa del concordato e quindi dopo il mese di luglio.

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