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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cala l’import di Gnl in Italia mentre gli Usa diventano primo esportatore verso l’Europa



Nel primo trimestre del 2020 l’Italia ha visto calare l’import via mare di gas naturale liquefatto (Gnl) a circa 2 milioni di tonnellate, una flessione del 15,3% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Nel 2019 il Belpaese ha pesato per il 13% sul totale di gas importato in Europa.

I dati sono riportai nell’ultimo report settimanale della società di brokeraggio navale banchero costa che dedica un ampio approfondimento al mercato del Gnl in Europa rivelando che invece in Francia nei primi tre mesi dell’anno in corso l’import di gas naturale liquefatto è calato del 5,8% (4,07 milioni di tonnellate), mentre è aumentato in Spagna (+64% a 4,68 milioni di tonnellate), così come in Gran Bretagna (+47,5%), Olanda (+30,3%) e Belgio (+112,5%).

In generale la produzione di Gnl nel 2019 ha continuato a crescere nel mondo rendendo il prezzo di questa risorsa energetica sempre più competitiva. Nel Vecchio Continente, dopo una fase di scarsa utilizzazione fra il 2012 e il 2017, la importazione da metà 2018 fino a inizio 2020 erano cresciute ininterrottamente.

Nel 2019 tutta l’Europa (incluso il Regno Unito) ha importato 80,5 milioni di tonnellate di Gnl, un volume in aumento del 79,5% rispetto all’anno precedente e, secondo i dati del tracciamento delle navi raccolti da Refinitiv, pari al 21,8% della domanda globale. Il picco dello scorso anno è stato nel quarto trimestre con l’arrivo di 22,8 milioni di tonnellate e nel corso dell’intero esercizio il principale fornitore di gas naturale liquefatto per il continente è stato ancora il Qatar, che rappresentava il 27% dei volumi totali. Le spedizioni via mare dal Qatar verso l’Europa nel 2019 sono aumentate del 50,8% in un anno e hanno raggiunto i 22 milioni di tonnellate.

La Russia si è classificata al secondo posto, con una quota del 20% e anche in questo caso con volumi in crescita del 225% (15,8 milioni di tonnellate). Il salto maggiore, tuttavia, è stato quello delle importazioni dagli Stati Uniti verso l’Europa aumentate del 415% rispetto al 2018 per un totale di gas trasportato pari a 12,7 milioni di tonnellate. Nel 2019, gli Usa sono stati dunque il terzo

maggiore esportatore di Gnl verso l’Europa con una quota di mercato del 16%.

Il trend positivo è proseguito in modo significativo fino al 2020. Nei primi 3 mesi del 2020, i Paesi dell’Unione Europea (sempre includendo il Regno Unito per il confronto annuale) hanno importato 23,7 milioni di tonnellate di Gnl. Si tratta di un incremento del 31,2% su base annua e addirittura del 3,9% in più rispetto al record del quarto trimestre del 2019.

In termini di mercati d’approvvigionamento le cose stano continuando a cambiare radicalmente: le importazioni dagli Usa sono aumentate nei rimi tre mesi di quest’anno del 184% (a 7 milioni di tonnellate) e vale la pena ricordare che nel primo trimestre del 2008 le spedizioni dagli Stati Uniti verso l’Europa erano state pari a 0,1 milioni di tonnellate. Gli Stati Uniti hanno dunque raggiunto una quota del 30% delle importazioni dell’Europa. Anche gli arrivi dalla Russia hanno registrato un forte aumento del 15,5% che la porta a un market share del 20% del mercato europeo del Gnl. Sono invece diminuite le spedizioni dal Qatar con un calo del -3,1% a 4,1 milioni di tonnellate. Questo trend ha retrocesso il Qatar al terzo posto con una quota del 17% del mercato europeo.

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