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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Ipotesi sequestro e successiva vendita per alcune navi di Tirrenia

Per alcune navi di Tirrenia Cin il destino sembra essere segnato: salvo imprevisti saranno oggetto di sequestro da parte dei commissari straordinari (della bad company Tirrenia in amministrazione straordinaria) e successiva vendita per fare cassa e rimborsare il debito di 115 milioni non saldato e relativo alle prime due rate differite dopo l’acquisto dell’ex compagnia di navigazione pubblica.

Questo almeno è lo scenario che descrive oggi MF-MilanoFinanza secondo cui sarebbe cambiata la strategia d’azione dei commissari Beniamino Caravita di Toritto, Gerardo Longobardi e Stefano Ambrosini, e ricordando che il debito di 115 milioni sarà garantito non più da un sequestro sui conti correnti ma da alcune navi traghetto. La novità è rappresentata dal fatto che i commissari sembrerebbero intenzionati poi a fare cassa nel più breve tempo possibile vendendo le navi e ottenendo quindi la somma necessaria a vedere soddisfatto il proprio credito. Ci sono però ancora alcuni nodi da sciogliere, in primis quelli legati sia alle ipoteche che altri creditori hanno sulle navi (banche e obbligazionisti), sia al valore stesso degli asset che negli anni scorsi la società Unitramp Shipbrokers di Napoli aveva stabilito in circa 1 miliardo di euro per tutta la flotta Moby e Tirrenia. Una stima secondo molti osservatori oggi da aggiornare, tanto più alla luce dei cambiamenti che l’effetto coronavirus sta avendo e avrà sul trasporto passeggeri via mare.

Le tempistiche necessarie affinché questo scenario si realizzi potrebbero essere compatibili con la scadenza quasi imminente (metà luglio, ma con elevate probabilità di proroga di alcuni mesi) della convenzione pubblica per la continuità territoriale in mano al gruppo Moby. Le navi oggetto di sequestro potranno continuare a navigare fino alla scadenza della convenzione evitando così l’interruzione del servizio pubblico, dopodiché verranno cedute al migliore offerente e dunque spossessate al gruppo di Vincenzo Onorato.

Va anche detto che se il piano di rientro del debito ‘concordato’ fra Cin e Tirrenia in Amministrazione Straordinaria dovesse essere rispettato potrebbe non essere necessario nè previsto cedere asset della flotta. Potrebbe essere, dunque, l’estrema ratio.

Al 31 dicembre 2018 il valore iscritto a bilancio dell’intera flotta controllata da Compagnia Italiana di Navigazione era pari a 265 milioni di euro ma nel corso del 2019 alcune unità sono state cedute (Hartmut Puschmann, Barbara Krahulik, Aurelia). Fra i traghetti rimasti sotto il controllo di Tirrenia Cin i valori a bilancio (2018) erano i seguenti: Florio 21,2 milioni di euro, Beniamino Carnevale 2 milioni, Rubattino 23,6 milioni, Bithia 38,5 milioni, Janas 38,5 milioni, Athara 39,2 milioni, Nuraghes 46,4 milioni, Sharden 46,6 milioni e il mezzo veloce Isola di Capraia 2,8 milioni.

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