• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Politica&Associazioni

Ecco la lettera al Mit degli armatori in difesa dell’autoproduzione

I sindacati dei lavoratori marittimi hanno rivelato (contestandone l’interpretazione data) che nei giorni scorsi le tre associazioni di categoria degli armatori e dei loro rappresentanti in Italia, vale a dire Confitarma, Assarmatori e Federagenti, hanno scritto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti manifestando la loro preoccupazione per gli emendamenti al decreto Rilancio che riguardavano […]

di Nicola Capuzzo
16 Giugno 2020
Stampa

I sindacati dei lavoratori marittimi hanno rivelato (contestandone l’interpretazione data) che nei giorni scorsi le tre associazioni di categoria degli armatori e dei loro rappresentanti in Italia, vale a dire Confitarma, Assarmatori e Federagenti, hanno scritto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti manifestando la loro preoccupazione per gli emendamenti al decreto Rilancio che riguardavano l’autorizzazioni allo svolgimento di operazioni portuali per conto proprio o di terzi ex art. 16, legge 84/94.

“Le scriventi associazioni sono estremamente preoccupate per alcuni emendamenti al disegno di legge di conversione del Decreto Rilancio che sarebbero stati sponsorizzati presso le forze politiche da parte di alcune Organizzazioni Sindacali. Tali emendamenti modificano l’articolo 16 della Legge 84/94 nella parte relativa alle autorizzazioni allo svolgimento delle operazioni portuali per conto proprio o di terzi introducendo requisiti talmente gravosi sia sul piano organizzativo che su quello economico da rendere il regime delle autorizzazioni del tutto inattuabile” è l’incipit della missiva inviata a Roma e che SHIPPING ITALY ha potuto leggere.

La lettera poi aggiunge: “Di fatto, se tali modifiche venissero accolte, non si regolerebbe il diritto all’autoproduzione come sostengono i sindacati ma lo si negherebbe del tutto facendo tornare i porti italiani indietro di 25 anni, se non addirittura a una fase antecedente anche all’entrata in vigore della legge antitrust nazionale (n.287 del 10 ottobre 1990), il cui art. 9 enuncia il diritto all’autoproduzione qualificandolo come un diritto soggettivo perfetto nell’ipotesi in cui l’operatore economico intenda offrire a sé stesso, attraverso personale e mezzi propri, un servizio fornito in regime di riserva legale”.

Secondo le associazioni degli armatori e degli agenti marittimi “la competitività della portualità nazionale, già minata da numerosi problemi, verrebbe ulteriormente compromessa in virtù del monopolio che si verrebbe a creare nello svolgimento delle operazioni portuali e delle rigidità che si ripercuoterebbero sull’intero sistema logistico; scenario che, peraltro, mal si concilierebbe con le norme poste a tutela della concorrenza del mercato tra gli operatori”.

Confitarma, Assarmatori e Federagenti puntualizzano inoltre che “dal punto di vista dell’utenza, gli unici soggetti che potrebbero sottrarsi ai nuovi vincoli sarebbero gli armatori-terminalisti che avrebbero una ragione in più per internalizzare l’intero ciclo delle operazioni portuali a scapito delle imprese portuali ex-articolo 17 e delle casse dello Stato che ne ripiana costantemente le perdite di bilancio.

Secondo le compagnie di navigazione “l’impianto dell’articolo 16 non va toccato perché già contiene tutte le garanzie che consentono di rilasciare le autorizzazioni contemperando le esigenze di sicurezza, tutela del lavoro e competitività. Per assicurare che la norma venga applicata correttamente non serve quindi cambiarla ma vigilare affinché tutti i soggetti rispettino e applichino quanto previsto. Contrariamente a quanto affermato dalle Organizzazioni Sindacali, registriamo prassi o provvedimenti che vanno ben oltre il dettato della norma nel senso di rendere il ricorso allo strumento previsto dal comma 4, lettera d) dell’articolo 16 estremamente gravoso, come testimoniano i regolamenti di recente approvati da alcune Autorità di Sistema Portuale”.

Gli armatori in conclusione hanno sottolineato alla ministra Paola De Micheli quanto segue: “Quello che conta è che alla compagnia di navigazione che scala un porto della Repubblica deve essere assicurata la possibilità di far valere – senza che possa essere frapposto alcun ostacolo – in occasione dell’arrivo o partenza della nave ed anche per più̀ arrivi o partenze già̀ programmate, il diritto di usare la propria organizzazione di mezzi e personale per eseguire una operazione o un servizio portuale. Il tutto anche in virtù dei principi oramai cristallizzati dalla giurisprudenza nazionale e unionale, nonché dalle pronunce dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”.

Per queste ragioni le associazioni firmatarie della lettera hanno ribadito l’assoluta contrarietà a un intervento normativo come quello proposto dalle organizzazioni sindacali e da Ancip.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Savona – Vado torna in vetta ai porti container italiani secondo la World Bank
Lo scalo (in assenza di Gioia Tauro) risulta il più performante, mentre restano in fondo alla lista big come Trieste,…
  • Banca mondiale
  • Cppi
  • porti container
  • Savona Vado Ligure
  • World Bank
4
Market report
11 Giugno 2026
Nuovo record per Msc: ora controlla oltre il 21% della stiva di navi portacontainer
Secondo Alphaliner l'inseguitrice Maersk perde terreno. La compagnia di Aponte ha raddoppiato il suo market share dal 2010 a oggi
  • Alphaliner
  • capacità
  • Cma Cgm
  • container
  • maersk
  • market share
  • MSC
  • stiva
2
Market report
10 Giugno 2026
Maersk e Hapag Lloyd spostano capacità di stiva container per crescere nel Mediterraneo
L'alleanza tra Maersk e Hapag Lloyd sta incrementando la capacità sulle rotte dall'Asia, dove raggiungerà a breve una quota di…
  • asia - med
  • container
  • Gemini
  • Hapag Lloyd
  • maersk
2
Market report
10 Giugno 2026
Per navi Vlcc e portacontainer il boom di nuovi ordini non si ferma
Il rapporto fra commesse e flotta esistente tocca rispettivamente 26% e 38,3% ma l'ombra dell'eccesso di stiva non spaventa gli…
  • cantieri
  • navi
  • orderbook
  • portacontainer
  • Vlcc
3
Market report
9 Giugno 2026
Nuovo balzo verso l’alto (+20%) dei noli container fra Cina a Italia
La peak season anticipata insieme ai surcharge spingerà le tariffe verso l’alto anche nelle prossime settimane
  • container
  • Drewry
  • Medio Oriente
  • noli
  • peak season
2
Market report
5 Giugno 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version