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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Al Sech record di movimenti container e nuovo Pif inaugurato (FOTO)

Genova – Il terminal Sech del porto di Genova ha in questi giorni due buoni motivi per festeggiare.

Il primo riguarda il nuovo record storico di container movimentati nel singolo scalo di una nave che, secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY, è avvenuto nei giorni scorsi con l’approdo della portacontainer Hamburg Express di Hapag Lloyd. Su questa nave da 13.000 Teu di capacità sono stati infatti effettuati circa 2.700 movimenti di imbarco e sbarco container facendo segnare un nuovo primato storico per il terminal di Calata Sanità.

L’altro motivo per festeggiare è l’inaugurazione del nuovo Punto d’ispezione frontaliero appena realizzato dal terminal a fronte di un investimento di circa 3 milioni di euro e che entrerà in funzione a breve dopo le ultime necessarie autorizzazioni. “Si tratta di un magazzino a temperatura controllata diviso in due aree, una delle quali per i controlli sui prodotti alimentari destinati al consumo umano. La struttura ci consentirà di ricevere in contemporanea fino a 8 container ed è stata appositamente pensata per servire tutto il bacino portuale di Sampierdarena. Quindi è a disposizione anche di altri terminal come Bettolo, Messina, Spinelli, ecc.” ha spiegato Roberto Ferrari, amministratore delegato di Sech.

Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, ha accolto questa nuova struttura sottolineando che si tratta da parte del porto di “un bel segnale di attenzione verso la merce mentre normalmente si pensa solo alle navi”.

A proposito di come l’emergenza Covid abbia influito sull’attività del terminal di calata Sanità, Ferrari a SHIPPING ITALY aggiunge: “L’impatto che abbiamo subito è soprattutto organizzativo perché riceviamo navi grandi e cariche ogni 15 giorni mentre prima la frequenza era settimanale. I picchi di imbarco e sbarco container sono ancora maggiori dunque mentre la frequenza dei servizi si è ridotta e questo inevitabilmente influisce sull’organizzaizone del lavoro. Se i volumi dei container in import/export fossero ancora più elevati avremmo anche qualche difficoltà a gestirli con questi picchi dal punto di vista infrastrutturale a terra.

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