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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Grendi si espande a Olbia e prova a farlo a Cagliari

Il Gruppo Grendi spinge sui progetti di sviluppo in Sardegna. Lo fa con l’apertura di un magazzino di distribuzione a Olbia e con la richiesta di un parere preliminare alle autorità territoriali competenti per la costruzione di un nuovo capannone per servizi logistici nel Porto Canale.
Partiamo dal primo progetto. Dal 6 luglio Grendi ha aperto il nuovo centro distributivo merci a Olbia, una nuova struttura di 1.800 mq, dotato di ribalta, 16 porte, 8 sponde e ampio piazzale.
“In periodo di post Covid, mentre c’è chi aspetta di capire come si muoverà il mercato, Grendi investe per garantire un servizio sempre migliore anche nel periodo di picco estivo”, sottolinea con orgoglio Costanza Musso, amministratore delegato di M.A. Grendi. Un passo in avanti significativo, visto che la provincia di Olbia, tra luglio e agosto, triplica i volumi di merce che assorbe. “Avere un punto di distribuzione direttamente sul posto diventa indispensabile. Fino alla fine di giugno, a causa della penuria di collegamenti, il turismo in Sardegna non era ancora partito. Da questa settimana hanno iniziato ad arrivare turisti e prenotazioni il che lascia ben sperare per il prosieguo della stagione” commenta Musso.
Più complicato il discorso per quanto concerne il progetto di Cagliari. Costruire un nuovo capannone per servizi logistici nel Porto Canale non è facilissimo: esiste, infatti, un vincolo paesaggistico (anche se per un arenile che esiste solo sulle carte) che impedisce la realizzazione di edifici nelle aree vicine allo scalo cagliaritano. “Il modello di logistica mare-terra di Grendi ha dimostrato di funzionare e il gruppo sta studiando da tempo un progetto per costruire un nuovo deposito a Cagliari in modo da rispondere alle richieste dei clienti. Per questo la settimana scorsa Grendi ha presentato la richiesta di licenza edilizia per la costruzione di un nuovo magazzino. La speranza è che la richiesta non venga stoppata proprio dall’attuale vincolo paesaggistico che insiste ancora sull’area del Porto Canale, a causa di un errata interpretazione delle autorizzazioni iniziali – spiega Antonio Musso, amministratore delegato di Grendi Trasporti Marittimi – questo progetto darebbe sviluppo ad occupazione e business in Sardegna dove il nostro gruppo conta attualmente su circa 250 persone, tra diretti e indotto. La conferenza dei servizi dedicata a questi temi dovrebbe darci una risposta definitiva nei primi giorni di agosto”. Il gruppo Grendi è operativo dal 1998 con il terminal portuale in concessione nel Porto Canale di Cagliari e, dal 2013, con il successivo magazzino di distribuzione di 10.000 mq costruito nell’area retrostante il terminal di Porto Canale. Oggi Grendi è l’hub per il trasporto e lo smistamento dei prodotti Barilla in Sardegna. La storica azienda nata nel 1828, oggi conta su 103 dipendenti diretti e circa 400 di indotto che generano un fattirato da oltre 50 milioni di euro. Assicura da anni servizi di collegamento per ogni genere di merce e di mezzo di trasporto da e per la Sardegna, fornendo a tutti gli operatori sardi un servizio marittimo organizzato sulla base delle esigenze dei trasportatori e della merce sia in termini di orari che di flessibilità operativa.

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