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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le crociere in Italia non possono ancora ripartire: “Manca l’ok dal Ministero della Sanità”

Sorrento (Napoli) – Nonostante il decreto Semplificazioni contenga la norma richiesta da Costa Crociere per poter effettuare itinerari lungo le rotte di cabotaggio beneficiando dei consueti sgravi fiscali e contributivi, e sia stato ormai definito, concordato e approvato il pacchetto di misure e di standard da rispettare a bordo delle navi per limitare il rischio di contagi da Coronavirus, l’industria delle vacanze a bordo non può ancora mollare gli ormeggi. Il tempo però stringe perché sia Costa Crociere che Msc Crociere avevano programmato di far ripartire alcune delle proprie navi dai porti italiani a metà agosto ma se non arrivano tutte le autorizzazioni necessarie entro pochi giorni, non ci sarà il tempo necessario per riattivare le navi, i pacchetti turistici e le offerte commerciali. Il rischio dunque è che la stagione estiva venga completamente vanificata.

Dal palco della Due giorni di Alis, il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, è stato esplicito nel dire: “Nel decreto Semplificazioni è prevista la ripartenza delle crociere ma l’ultimo blocco ancora non è stato rimosso. Stiamo inviando – ha aggiunto – al Presidente del Consiglio una lettera per avere garanzie sulla ripartenza delle crociere ad agosto ma quello che ancora manca è un via libera dal Ministro della Sanità”. Se quello non arriva nel giro di pochi giorni, come detto, anche l’ultima parte di stagione estiva può considerarsi persa.

La Due giorni di Alis è stata anche l’occasione per il presidente Mattioli e per il direttore generale Luca Sisto di fare presente di persona alla ministra Paola De Micheli e agli esponenti del Governo e del Ministero dei trasporti l’urgenza di questi provvedimenti.

Mattioli ha anche colto l’occasione per richiamare pubblicamente l’attenzione sul tema dei marittimi da rimpatriare, un problema che sta diventando una bomba a orologeria. “Non è stato fato dal Governo un provvedimento forte per fare rientrare a casa i marittimi italiani” ha dichiarato il presidente di Confitarma. “Normalmente i turni di lavoro sono di 6 mesi, al massimo di 8, mentre oggi in taluni casi abbiamo marittimi imbarcati da quasi 12 mesi! Ci sono in giro per il mondo 400 mila marittimi da avvicendare a bordo e altrettanti a terra che vorrebbero imbarcarsi e rimangono invece senza reddito per l’impossibilità ad avvicendare gli equipaggi”.

Su questo tema, così come su quello dell’autoproduzione e della proroga dei contributi pubblici a Tirrenia Cin non è arrivata nessuna risposta dalla ministra dei trasporti, Paola De Micheli, che all’assemblea di Alis ha parlato praticamente solo di Autostrade per l’Italia e ha annunciato che per lei, grazie al decreto Semplificazione, gli 800 milioni di euro di opere già finanziate nei porti sono da considerarsi sbloccate.