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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Debiti per 370mila euro: arrestate nel porto di Ravenna due navi di Palmali

Nel porto di Ravenna ci sono attualmente due navi della società armatoriale turca Palmali arrestate con quasi trenta membri d’equipaggio a bordo per debiti non pagati.

La notizia è stata rivelata da Il Resto del Carlino e secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY l’ammontare dei crediti in ballo sarebbe pari a 170mila euro per la chemical tanker Gobustan relativi a una fornitura di bunker non saldata, mentre la general cargo Sultan Bay è stata sequestrata per circa 200mila euro non pagati, di questi 130mila riguardano approvvigionamento di carburante e altri 70mila riguardano una somma anticipata dal ricevitore del carico per far sì che la nave da Istanbul potesse effettuare il viaggio alla volta dell’Italia.

A bordo della nave cisterna ci sono 14 membri d’equipaggio mentre sulla general cargo ce ne sono 13, prevalentemente si tratta di marittimi di nazionalità azera. Il Comitato territoriale di Welfare della Gente di Mare di Ravenna si è fin da subito preso cura di loro assicurando che non manchi né carburante per mantenere ‘accesa’ la nave e i servizi di bordo, né cibo. Finora Palmali non ha fatto mancare il proprio supporto per garantire le condizioni minime di sopravvivenza a bordo delle due navi e per il momento non è possibile organizzare un rimpatrio dei marittimi perché le regole imposta dall’emergenza Covid-19 impediscono all’equipaggio di scendere a terra e non è inoltre attualmente disponibile il volo per l’Azerbaijan con scalo a Istanbul. Dal Comitato territoriale di Welfare della Gente di Mare di Ravenna fanno sapere che se la situazione a settembre non si sarà nel frattempo sbloccata provvederanno loro a sostenere le spese per il rimpatrio degli equipaggi salvo poi rivalersi a loro volta sull’armatore.

Il gruppo armatoriale Palmali dal 2018 è stato dichiarato fallito nel 2018 e da tempo una procedura pubblica di cessione degli asset è stata avviata. Lo scorso marzo il numro uno della società, l’imprenditore turco-azero Mubariz Mansimov Gurbanoglu è stato arrestato in Turchia con l’accusa di essere in qualche maniera coinvolto nel tentativo di colpo di Stato andato in scena nel 2016.