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Assarmatori persevera nel chiedere al Governo supporto per cabotaggio, crociere e marittimi

Aiuti urgenti alle compagnie che gestiscono i traghetti sulle autostrade del mare e sulle rotte per le isole maggiori e a quelle che garantiscono i collegamenti di corto raggio. È questa una delle principali richieste che l’associazione di categoria Assarmatori rivolge al Parlamento. Il segretario generale dell’associazione, l’avvocato Alberto Rossi, nel corso di un’audizione tenuta […]

di Nicola Capuzzo
28 Luglio 2020
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Rossi Alberto – Convegno Federagenti Venezia 2020-2-13 (19)

Aiuti urgenti alle compagnie che gestiscono i traghetti sulle autostrade del mare e sulle
rotte per le isole maggiori e a quelle che garantiscono i collegamenti di corto raggio. È
questa una delle principali richieste che l’associazione di categoria Assarmatori rivolge al Parlamento.

Il segretario generale dell’associazione, l’avvocato Alberto Rossi, nel corso di un’audizione tenuta presso le Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato in vista delle discussione del decreto Semplificazioni, ha ricordato come il trasporto marittimo, che è una delle infrastrutture essenziali per il Paese, non si sia mai fermato durante i mesi di lockdown, garantendo la continuità territoriale e il mantenimento della catena logistica
indispensabili ai rifornimenti per la popolazione e le imprese. Questo sforzo è costato alle aziende del settore perdite operative su base annua fino al 70% del fatturato e finora dal Governo non è arrivato alcun indennizzo. L’unico aiuto diretto, peraltro solo per le imprese di cabotaggio iscritte al primo registro, e che era stato inserito proprio nel decreto Semplificazioni, è saltato all’ultimo momento.

“Per la vera ripartenza del Paese” ha detto Rossi, “occorre un aiuto a tutto il comparto del trasporto marittimo di corto e lungo raggio per scongiurare il dissesto dei servizi e l’emergenza occupazionale”.

Oltre a ciò gli armatori auspicano inoltre “che il Governo autorizzi in tempi più rapidi possibili il ‘protocollo crociere’ condiviso con il Ministero dei trasporti, il Ministero della Salute, il Comando Generale delle Capitanerie di porto, le associazioni di categoria e approvato dal Comitato Tecnico Scientifico. Le crociere sono già partite in Asia e in Germania. L’Italia non può rimanere indietro”.

Parimenti l’intero cluster marittimo ha definito con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e con il Mit una lista di norme semplificative che oggi attendono di essere tradotte in legge per dare impulso alla bandiera italiana recuperando la competitività perduta.

Estremamente urgente, secondo Assarmatori, è anche un’azione congiunta con altri Paesi per superare le tante e contradditorie normative nazionali che impediscono la rotazione degli equipaggi, determinando l’insostenibile situazione che vede in ogni parte del mondo decine di migliaia di marittimi bloccati sulle rispettive navi. L’Imo (International maritime organisation) dallo scorso maggio ha emesso una circolare che funge da quadro di riferimento per protocolli che possano agevolare le rotazioni degli equipaggi a bordo delle navi. Diverse Nazioni hanno già aderito a questo protocollo, l’auspicio di Assarmatori è che lo faccia presto anche l’Italia.

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