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Le banche europee hanno fermato la caduta dei finanziamenti navali

I finanziamenti allo shipping continueranno a essere limitati ancora per il 2020 e per il 2021 in assenza di fattori esogeni che cambino il contesto di mercato e il trend discendente di credito per investimenti in navi proseguirà l sua corsa. Lo rivela Petrofin Research nella sua ultima analisi sul credito al trasporto marittimo sottolineando […]

di Nicola Capuzzo
28 Luglio 2020
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Petrofin Research grafico finanziamenti navali

I finanziamenti allo shipping continueranno a essere limitati ancora per il 2020 e per il 2021 in assenza di fattori esogeni che cambino il contesto di mercato e il trend discendente di credito per investimenti in navi proseguirà l sua corsa. Lo rivela Petrofin Research nella sua ultima analisi sul credito al trasporto marittimo sottolineando che il volume di prestiti erogato alle società armatoriali dai primi 40 istituti di credito attivi nel comparto ha raggiunto nei mesi scorsi il punto più basso da 10 anni a questa parte.

Più nel dettaglio, secondo la fotografia scattata da Petrofin, le 40 banche maggiormente esposte nello shipping nel 2019 hanno erogato agli armatori 294 miliardi di dollari, un dato in calo rispetto ai 300 miliardi del 2018 e, come detto, il dato più basso da quando nel 2008 la società di analisi ha iniziato a monitorare questo valore.

Un primo dato interessante di questa fotografia è che la banche occidentali pare abbiano interrotto la loro discesa nel mercato dei finanziamenti navali, arrivando probabilmente a un nuovo punto di equilibrio nel contesto globale dei finanziamenti navali. Al tempo stesso va sottolineato che, a fronte di una crescita della flotta mondiale di navi del 31% nel decennio, il capitale è arrivato in larga parte da fonti extra-bancarie, come società di leasing, private equity e altro.

Nello scenario globale, l’esposizione degli istituti di credito europei nel 2019 è leggermente aumentata. Bnp Paribas risulta oggi al primo posto (grazie a un portafoglio prestiti allo shipping pari a 18 miliardi di dollari), seguita da Kfw (16,6 miliardi di dollari); al terzo e quarto posto di questa particolare classifica secondo Petrofin ci sono China Exim (16,5 miliardi erogati) e la giapponese SuMi Trust (13,5 miliardi). Le seguenti cinque posizioni sono occupate da altrettanti istituti di credito del vecchio continente.

Le banche cinesi hanno limitato la loro generosità agli armatori nel corso del 2019 ma nello stesso tempo è aumentato invece il volume di denaro messo sul piatto dalle società di leasing con gli occhi a mandorla: da un’esposizione pari a 52,5 miliardi di dollari nel 2018 si è passati dodici mesi più tardi a 59,2 miliardi.

“Con l’emergenza Covid-19 l’erogazione di crediti allo shipping da parte dei finanziatori è diventata ancora più oculata e prudente con il risultato che gli armatori hanno a disposizione credito a condizioni più sfavorevoli e a un prezzo più elevato” dicono gli esperti di Petrofin Research. A questo punto gli analisi si interrogano su quale sarà il percorso di ripresa per il mercato dei finanziamenti navali: se sarà a forma di ‘U’, di ‘V’ o di ‘W’.

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