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Secondo affare per F2i nei porti italiani: in arrivo l’acquisto di Marterneri

A poco più di un anno di distanza dall’acquisizione del Gruppo Porto di Carrara Spa, il fondo infrastrutturale italiano F2i è ormai prossimo al suo secondo affare sulle banchine italiane. La preda in questo caso è la società Marterneri, terminalista portuale specializzato nella movimentazione di cellulosa e attivo nei porti di Livorno e di Monfalcone. Secondo quanto risulta a SHIPPING ITALY sarebbe già in atto una due diligence al termine della quale, se le parti troveranno un’intesa sul prezzo e sulle condizioni di pagamento, potrebbero già arrivare le prime firme sui contratti. I tempi potrebbero essere molto brevi perché alcune fonti parlano di una positiva conclusione dell’operazione attesa entro l’autunno.

A vendere sarebbe il fondo d’investimento Palladio Finanziaria che di Marterneri è azionista di controllo tramite la società Vei Log con una quota del 91,85%, mentre gli altri azionisti sono i precedenti proprietari del gruppo Neri (Giorgio Neri con il 4,074%) e di Marter (Michele e Raffaele Bortolussi rispettivamente con un 1,42% e un 2,65%).

Se, come pare, l’acquisizione andrà a buon fine, per F2i si tratterà di un ulteriore consolidamento nel mercato del terminalismo portuale multipurpose dopo che il fondo aveva fatto già l’esordio in banchina con la Gruppo Porto di Carrara che controlla terminal per l’imbaco e sbarco di merci varie e colli eccezionali a Marina di Carrara, Chioggia e Marghera.

Marterneri ha chiuso il suo ultimo esercizio (2019) con ricavi superiori a 52 milioni di euro (in crescita dagli oltre 48 milioni dell’anno precedente), un Margine operativo lordo di 17,3 milioni (in crescita da 6,8 milioni), un Margine operativo netto di quasi 11,9 milioni (da 6 milioni) e un risultato netto positivo di quasi 5 milioni (da 2,8 milioni del 2018).

Dalla relazione al bilancio si apprende che la società presieduta da Giorgio Neri e guidata dall’amministratore delegato Carlo Merli nel 2019 ha visto crescere del 180% i ricavi per magazzinaggi passati da 2,4 milioni a 6,7 milioni. In termini di volumi il settore dei prodotti forestali, vero core business di Marterneri, ha evidenziato un incremento negli arrivi a Livorno +5,27%) e un decremento a Monfalcone (-18,76%), mentre gli sbarchi di metalli sono diminuiti sia nello scalo toscano (-56%) che in quello friulano (-52%).

Per ciò che riguarda invece le meri spedite attraverso i terminal del gruppo, a Livorno i volumi sono stati nel 2019 pari a 1,17 milioni di tonnellate (+11,6%) e a Monfalcone poco più di 1 milione di tonnellate (in lieve calo).

Tra i fati di rilievo del 2020 Marterneri segnala che a febbraio ha acquistato per un importo pari a 1,6 milioni di euro il 100% della Silos Magazzini del Tirreno Srl, società con sede operativa a Livorno e attiva nel medesimo settore.

A proposito infine dei prossimi progetti del gruppo, una citazione a parte merita il cosiddetto ‘Progetto Monfalcone’ che vedrà l’azienda internalizzare la forza lavoro e strutturarsi con specifici investimenti. Più nel dettaglio Marterneri nel suo ultimo bilancio parla di “partenza nel secondo semestre del Progetto Monfalcone che prevede investimenti per complessivi 7,3 milioni, assunzione di 35 operai sempre funzionali al progetto, diminuzione significativa dei costi variabili diretti.