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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Il Covid ha fatto una quarta vittima nel mercato delle crociere



Il tour operator tedesco Fti Group ha annunciato che chiuderà la sua divisione dedicata alle crociere nell’ambito di una ristrutturazione a livello di gruppo portata avanti per effetto della pandemia globale di Covid-19. La compagnia, che gestiva una nave, diventa la quarta compagnia di crociera ad alzare bandiera bianca per l’impatto delle condizioni sfavorevoli generate dal coronavirus.

Il tour operator ha operato finora la nave Berlin da 9.500 tonnellate di stazza lorda con la quale da agosto 2011 aveva lanciato la sua linea di crociera Fti Cruises. Si tratta di una piccola unità attiva nel segmento delle crociere di lusso, in grado di sopitare a bordo poco più di 400 passeggeri quasi sempre di nazionalità e lingua tedesca. La nave ha operato itinerari prevalentemente nei Caraibi, nel Mediterraneo e in Europa.

Ufficialmente la chiusura del business per Fti Cruises è stata fissata a inizio novembre quando scade l’anno fiscale della compagnia che non di rado promuoveva pacchetti crocieristici anche su altre navi.

Quale sarà il destino della Berlin del 1980 e attualmente ancorata a Malaga, in Spagna, ancora non è stato reso noto.

La decisione di Fti di porre fine al suo marchio crocieristico segna la quarta resa nel giro di poche settimane a causa dell’impatto della pandemia sull’industria crocieristica. Le altre sono l’operatore crocieristico spagnolo Pullmantur, Cruise and Maritime Voyages, una compagnia di crociere con sede nel Regno Unito e la svedese Birka Cruises.

Parallelamente alla scomparsa di alcuni player si registra sul mercato la resilienza di alcuni operatori medio-piccoli, che hanno acquistato nelle ultime settimane navi dimesse dai grandi gruppi come Carnival, così come la rinascita di storici marchi come nel caso di Swan Hellenic.