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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Grazie al Covid l’utile di d’Amico International Shipping ha preso il largo nel 2020



Nei primi sei mesi del 2020 i risultati della d’Amico International Shipping hanno preso il largo. La società armatoriale del Gruppo d’Amico dedicata all’esercizio di navi cisterna porta prodotti raffinati al 30 giugno ha fatto registrare ricavi pari a 150 milioni di dollari (in netta crescita rispetto ai 126 milioni dello stesso periodo 2019), l’Ebitda è stato pari a 79,5 milioni (47,9 milioni nel 2019), un Ebit di quasi 39 milioni (-1,4 milioni l’anno scorso) e un utile netto di 17,1 milioni (in netto miglioramento rispetto alla perdita di 24 milioni al 30 giugno 2019).

“Il secondo trimestre dell’anno è stato caratterizzato da un mercato delle product tanker molto forte, che ha consentito a d’Amico International Shipping di realizzare il suo trimestre più profittevole dal secondo trimestre del 2015, con un utile netto di 15,6 milioni di dollari” ha sottolineato Paolo d’Amico, a.d. e presidente della società.

Nel primo semestre 2020 la shipping company ha realizzato una media spot giornaliera di 21,238 dollari (13.326 nella prima metà del 2019), e nel secondo trimestre ha ottenuto una media spot giornaliera di 25.118 dollari (13.074 nel Q2 2019). “In particolare nel secondo trimestre dell’anno abbiamo ottenuto il nostro migliore risultato trimestrale sul mercato spot dal Q3 del 2008” ha aggiunto Paolo d’Amico. La media totale Time charter equivalent (spot e time-charter) è stata quindi pari a 17.930 dollari nella prima metà del 2020 rispetto a un media di 13.879 dollari nello stesso periodo del 2019.

Come già riportato nelle scorse settimane, a far decollare i noli delle navi cisterna durante il lockdwon dei mesi scorsi è stata soprattutto l’elevata domanda di scafi per lo stoccaggio di petrolio e di prodotti raffinati.

Queste le parole di Paolo d’Amico sulle prospettive future del mercato: “Prevedere l’evoluzione della domanda di trasporto marittimo di prodotti raffinati nel breve termine è al momento un compito piuttosto arduo, anche a causa del rischio di una seconda ondata di contagi da Covid-19, seguita da ulteriori misure di contenimento e parziale confinamento a livello mondiale. Nel lungo termine, riteniamo tuttavia che i fondamentali e le prospettive per l’industria delle product tanker siano molto positive. Il libro ordini è a livelli storicamente bassi, grazie alla mancanza di capitali e all’incertezza derivante dagli attesi sviluppi tecnologici necessari per raggiungere gli obiettivi posti da Imo 2030/2050 per la riduzione delle emissioni. Per quanto riguarda la domanda per trasporto marittimo, si prevede che questa continuerà a crescere, dato che la maggior parte della capacità di raffinazione addizionale è prevista in Medio Oriente e in Asia, in nazioni che sono già importanti esportatori netti di prodotti raffinati”.