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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Al porto di Venezia partono i dragaggi: navi da crociera e portacontainer sperano

In altre parti del mondo questa notizia non avrebbe grande clamore ma se si parla di porti italiani, e in particolare, di Marghera e Venezia, il fatto assume una rilevanza particolare. Si sta parlando dei dragaggi che, dopo anni di polemiche e di forzato immobilismo, stanno per partire rendendo gli scali veneti maggiormente competitivi.

Secondo quanto riportato da fonti di stampa locale e confermato dall’AdSP del Mar Adriatico Settentrionale, da ieri sono iniziati gli escavi del fondale all’ingresso del porto petrolifero di San Leonardo e dalla prossima settimana prenderanno il via i primi dragaggi nel canale dei Petroli (quello che congiunge Malamocco con le banchine commerciali di Marghera). Stesso intervento verrà portato a termine anche per ripristinare l’accessibilità nautica dei canali portuali di Chioggia.

Lo sblocco di una situazione  che era ferma da anni è stato possibile grazie a un accordo firmato pochi giorni fa dalla port authority guidata dal commissario straordinario ed ex presidente, Pino Musolino, con il Provveditorato alle Opere Pubbliche che, in attesa del nuovo Protocollo di trattamento dei fanghi, in attesa del via libera definitivo da parte del Ministero dell’Ambiente, permetterà di portare i fanghi scavati all’isola delle Tresse sulla base della normativa attualmente vigente.

Oltre al primo tratto del canale Malamocco – Marghera e al porto di Chioggia (per portare i fondali ad almeno 7 metri), partiranno a breve anche gli escavi sul canale sud (San Marco Petroli), nella Darsena della Rana e in quella di accesso alla raffineria Iron. Imminente anche l’intervento sul canale Vittorio Emanuele che corre in parallelo al ponte della Libertà e dove sono ormai in dirittura d’arrivo i lavori di bonifica bellica dopo i quali potranno essere avviati i lavori di dragaggio per il ripristino del pescaggio. Una volta completati questa via d’acqua permetterà alle navi da crociera di raggiungere la stazione marittima di Venezia  percorrendo il canale dei petroli e non più lungo il canale della Giudecca.

Il sogno del commissario Pino Musolino, oltre a risolvere appunto la questione delle navi da crociera contro le quali da tempo sono in atto proteste, è quello di riportare al terminal Vecon di Marghera la linea container diretta con l’Estremo oriente che da circa un anno ha abbandonato lo scalo proprio per la mancanza di fondali sufficienti ad accogliere le navi impiegate nella rotazione operata dal consorzio Ocean Alliance.