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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Lo shipping guarda con attenzione all’imminente riapertura dell’export di petrolio dalla Libia



La testata giornalistica specializzata Staffetta Quoitidiana ha riportato la notizia che Khalifa Haftar avrebbe dato la sua parola all’ambasciatore degli Stati Uniti a Tripoli per una riapertura del settore energetico e petrolifero. Più nel dettaglio Haftar avrebbe assicurato il suo “impegno personale” per “consentire la piena riapertura del settore energetico” e l’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale Tripoli lo ha reso noto in un comunicato diffuso il giorno stesso. C’è stato infatti uno scambio di lettere tra l’esercito nazionale libico (Lna) di Haftar e l’ambasciata.

Haftar e l’Lna non hanno rilasciato nessuna dichiarazione pubblica sulla fine del loro blocco o sulla ripresa delle esportazioni di petrolio. Il loro riavvio potrebbe arrivare entro il prossimo fine settimana secondo quanto ha riferito a Bloomberg una persona a conoscenza della situazione, chiedendo di non essere identificata.

Staffetta Quotidiana sottolinea che qualsiasi aumento della produzione potrebbe far innervosire l’OpecPlus. L’Organizzazione giovedì terrà un incontro virtuale per decidere se continuare ad allentare i tagli alla produzione concordati ad aprile al culmine della pandemia di coronavirus.

Le forze di Haftar hanno ripetutamente affermato che il blocco finirà solo quando ci sarà un accordo per distribuire i proventi del petrolio in modo più equo tra la Libia occidentale e orientale.

In tutto questo scenario lo shipping internazionale è alla finestra in attesa di capire come effettivamente evolverà la situazione perché una riapertura delle esportazioni di petrolio dalla Libia significherebbe un aumento della domanda di stiva per le navi petroliere (in particolare quelle della classe Aframax).

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