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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cina e Usa accendono un faro sul rincaro generalizzato dei noli container

Prima il Ministero dei trasporti cinese e ora la Federal Maritime Commission statunitense hanno deciso di indagare al fine di appurare se il rincaro coordinato e generalizzato dei noli marittimi per il trasporto container da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus sia o meno frutto di un cartello di mercato.

Non appena l’emergenza è parsa evidente, con conseguente lockdwon e calo della domanda di trasporto merci, le compagnie di navigazione hanno infatti prontamente tolto navi dal mercato, quindi sottraendo capacità di stiva e ottenendo così un aumento generalizzate delle tariffe di trasporto che si è tradotto in guadagni che per tutti i vettori marittimi non si vedevano da molti anni. Anche sulle rotte che collegano l’Asia al Mediterraneo (Italia compresa) i noli hanno raggiunto livelli storicamente molto elevati.

Sulla rotta transpacifica si sono visti i rincari più elevati: nei giorni scorsi i noli fra Asia e costa ovest degli Stati Uniti hanno raggiunto i 3.700 dollari per container da 40′ e i 4.500 dollari per il trade verso la costa est.

“Se avremo contezza di possibili accordi restrittivi della concorrenza procederemo a chiedere chiarimenti ai vettori e se necessario ci rivolgeremo alla corte federale” ha fatto sapere la Federal Maritime Commission. Nel mirino delle indagini ci sono soprattutto i blank sailing e le azioni poste in essere dalle compagnie di navigazione per limitare l’offerta di stiva sul mercato.

Anche in Cina le autorità stano indagando per lo stesso motivo e il Ministero dei trasporti è riuscito nell’intento di scongiurare da parte di Cosco e Oocl un General rate increase che era stato annunciato al mercato per metà settembre.

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