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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Corsica Ferries e il Registro Internazionale italiano nel mirino per la continuità marittima francese

Corsica Ferries, il Registro Intrernazionale italiano e le linee internazionali che triangolano fra porti francesi, corsi e italiani sono finite nel mirino di un sindacato che rappresenta gli ufficiali imbarcai sui traghetti di Corsica Linea e de La Meridionale. L’accusa a Corsica Ferries, per nulla velata, è quella di operare sulle linee da e per la Corsica facendo dumping sociale grazie ai benefici fiscali e contributivi garantiti dalla bandiera italiana. Sullo sfondo di questa polemica c’è il rinnovo dei contributi per la Délégation de service public (DSP) maritime, la continuità territoriale marittima tra la Corsica e il continente.

Il sindacato Cfe-Cgc Marine è intervenuto a gamba tesa contro la compagnia timonata da Pierre Mattei a seguito della recente sessione dell’assemblea corsa, durante la quale i rappresentanti eletti sono stati nuovamente chiamati a prendere posizione sul futuro dei collegamenti marittimi in convenzione.

“Al di là dell’abbandono del progetto Semop inizialmente previsto, notiamo con grande preoccupazione la messa in discussione della necessità di un servizio pubblico, già positivamente considerato dall’assemblea, e quindi il rischio di un drastico cambiamento a partire dal gennaio 2021, invece di una proroga dei contratti in corso” spiega Cfe-Cgc Marine. Che poi aggiunge: “Ancora una volta la Commissione Europea, sotto le pressioni e le molestie legali della concorrente Corsica Ferries, ha imposto una visione ultraliberale del concetto di servizio pubblico. In questo modo, ancora una volta, ha calpestato le scelte politiche dei rappresentanti eletti dell’autorità locale per quanto riguarda il controllo dei servizi marittimi dell’isola. Minaccia inoltre un bacino di occupazione strategico per l’intero settore marittimo, così come per la Corsica e la Costa Azzurra”.

Il sindacato critica poi la Commissione Europea accusata di non fare distinzioni tra operatori nella sua analisi del mercato e dell’offerta di servizi marittimi e parla del Registro Internazionale Italiano, nel quale sono iscritte le navi di Corsica Ferries, definendolo “una bandiera ‘Low-cost’, infusa di aiuti di Stato italiani”. Bruxelles viene anche accusata di limitare il potere degli enti locali e dello Stato francese nella definizione economica e sociale della sua politica dei trasporti marittimi.

“Chiediamo un’azione urgente e coordinata del Presidente dell’Esecutivo della Corsica e dello Stato per difendere il modello sociale della bandiera francese (primo registro), nonché la sovranità delle decisioni dell’Assemblea della Corsica in merito al campo di applicazione del PSD e al suo contenuto” afferma Cfe-Cgc Marine.

Che poi, come avvenuto in Italia negli anni scorsi con la battaglia navale fra Grimaldi e Moby, si appella alla politica per avere regole uguali per tutti i vettori: “Chiediamo anche al Ministro del Mare, responsabile della Marina Mercantile, di seguire l’urgente necessità di affrontare le cause del dumping sociale che il personale navigante di questo servizio sta subendo. È più che mai il momento di ristabilire un quadro equo per i servizi nazionali. Il Registro Internazionale Italiano non ha nulla a che vedere con questo tipo di servizio, dove il Registro Internazionale Francese è stato bandito proprio per preservare l’occupazione su queste linee strategiche. Il principio di equivalenza deve prevalere ed è necessario un rafforzamento del decreto ‘Stato ospitante’ con un quadro più forte per le linee regolari nazionali. Qualsiasi tentativo di aggirare le regole, come le linee triangolari sull’Italia, deve essere reso impossibile”.

Cfe-Cgc Marine chiede una forte reazione a sostegno dei marittimi impiegati sulle navi di Corisca Linea e La Meridionale attive nel DSP, un modello che secondo il sindacato negli ultimi anni ha dimostrato “la sostenibilità di questo modello sotto la bandiera francese (primo registro)”.

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