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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Fincantieri ha presentato la nave che potrà risolvere i problemi dei dragaggi nei porti italiani

L’annoso problema dei dragaggi nei porti italiani e le relative difficoltà ad avviare questi interventi per le complicazioni procedurali e normative è stato ancora una volta uno dei temi di dibattito in occasione dell’assemblea annuale di Assoporti.

Una soluzione tutta italiana alle criticità legate all’escavo dei fondali ci sarebbe e a proporla è stata Fincantieri che, la sera prima dell’assemblea di Assoporti, a porte chiuse e di fronte a una platea di uditori composta dai presidente di port authority e dai rappresentanti del Corpo delle Capitanerie di porto, ha presentato Fincantieri Deco, soluzione promossa dalla neonata joint venture Fincantieri Decomar.

Secondo quanto riferito a SHIPPING ITALY da alcuni dei partecipanti a questa riunione, un esponente del gruppo navalmeccanico guidato da Giuseppe Bono “ha illustrato caratteristiche tecniche e punti di forza di una nave draga aspirante, molto somigliante a un bacino galleggiante, in grado di prelevare i sedimenti evitandone la dispersione e di separare il fango dalla sabbia”.

Un procedimento che “permette di avere un sottoprodotto riciclabile perché il sedimento può essere riutilizzato per il ripascimento delle spiagge o per il banchinamento dei porti (tramite riempimento delle casse di colmata)”.

Durante l’assemblea di Assoporti il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha detto che si tratta “nel caso dell’Italia di una tecnologia più moderna di quanto prevede la legge. In questo ambito in Francia invece l’end of waste è disciplinato e quindi una nave come questa potrebbe avere enorme successo”. Nel nostro Paese, sempre secondo quanto riportato da Patroni Griffi, viene effettuato il 10% dei dragaggi che hanno luogo in altre nazioni d’Europa con un numero inferiori di scali marittimi.

La tecnologia Fincatieri Deco pende il nome da Decomar, azienda di Massa che già da alcuni anni ha messo a punto questo metodo di dragaggio basato sulla tecnologia Limphid2 in grado di risucchiare fanghi e sabbia dai fondali senza creare diffusione e filtrando i materiali in modo che escano già depurati. Fino a oggi nei porti sono invece andati in scena escavi dei fondali con la metodologia tradizionale delle draghe a benna o delle sorbone aspiranti.

Sul proprio sito Decomar spiega che “l’innovazione tecnologica a ricircolo LIMPIDH2O costituisce oggi la soluzione più efficace capace di ottenere straordinari livelli di tutela ambientale nell’esecuzione di opere di bonifica marina, fluviale e lacustre. Questa innovativa tecnologia, ideata e realizzata completamente dalla nostra azienda, rappresenta attualmente il sistema di ecodragaggio più efficace in grado di operare in linea con l’indirizzo strategico della Comunità Europea ‘Ecoinnovation Action Plan 2020’, che intende rendere l’economia e il progresso tecnologico più sostenibili”. Viene inoltre precisato che Limpidh2O Decomar “rispetta pienamente i requisiti richiesti dalla normativa italiana in materia di tutela ambientale sulle tecnologie da impiegare per i dragaggi in ambito portuale e per bonifiche in ambiti S.I.N. – S.I.C. – S.I.R e ambienti protetti”.