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Si fa sempre più probabile l’ipotesi di un’area Seca nel Mediterraneo

Appare sempre più probabile che nel prossimo futuro anche il Mediterraneo possa diventare un mare con un limite alle emissioni di ossidi di zolfo dalle navi non superiore allo 0,1%. Recentemente la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha inviato una comunicazione ai propri associati per renderli edotti del fatto che, in occasione della prima edizione della […]

di Nicola Capuzzo
7 Ottobre 2020
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Appare sempre più probabile che nel prossimo futuro anche il Mediterraneo possa diventare un mare con un limite alle emissioni di ossidi di zolfo dalle navi non superiore allo 0,1%.

Recentemente la Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) ha inviato una comunicazione ai propri associati per renderli edotti del fatto che, in occasione della prima edizione della Giornata Internazionale “Clean Air for Blue Skies” celebrata il 7 Settembre 2020, il Coordinatore della Segreteria della Convenzione di Barcellona/Mediterranean Action Plan/Unep, Gaetano Leone, ha lanciato un appello agli Stati contraenti della Convenzione di Barcellona affinché lavorino per l’istituzione di una Seca (sulphur emission control area) nel Mare Mediterraneo.

Confitarma nella sua comunicazione agli armatori associati rammenta che “la Conferenza degli Stati (COP 21) della Convenzione di Barcellona ha approvato il 5 dicembre 2019 la Dichiarazione di Napoli che impegna i 21 Stati del bacino del Mediterraneo, assieme all’Ue, a lavorare congiuntamente nei prossimi anni su una serie di obiettivi ambiziosi: il contrasto fino alla completa eliminazione dei rifiuti (marine litter); il rafforzamento del sistema di aree protette e la tutela della biodiversità; nuove strategie per contrastare i cambiamenti climatici in atto a livello regionale; proporre soluzioni di Blu Economy per un futuro sostenibile”.

Durante tale conferenza è stata adottata una “tabella di marcia volta allo sviluppo di una proposta congiunta per l’eventuale designazione da parte dell’Imo del Mar Mediterraneo, nel suo insieme, quale zona di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo ai sensi dell’allegato VI della convenzione Marpol”.

In occasione della prossima riunione dell’Imo Mepc (75), che si terrà dal 16 al 20 novembre  prossimi, l’argomento verrà discusso dal Regional Marine Pollution Emergency Response Centre for the Mediterranean Sea (Rempec) che illustrerà l’esito della sua azione per la protezione del Mare Mediterraneo.

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