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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cottarelli, speranza di ripresa italiana, shipping e portualità: molti temi sul tavolo al Propeller di Livorno (FOTO)

Livorno – L’Italia ha sfiorato molto da vicino una crisi finanziaria di notevole rilevanza ma, dopo l’emergenza pandemica Covid e la risposta dell’Europa con il recovery Fund, quella che sembrava una strada pericolosa potrebbe trasformarsi in una rampa di lancio per l’economia nazionale. A patto che il nostro paese faccia le riforma che servono per stimolare la crescita. Si può riassumere in questa frase l’intervento che Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici e docente universitario all’Università Bocconi di Milano, ha tenuto al convegno organizzato presso l’Accademia Navale di Livorno dal locale Propeller Club guidato da Maria Gloria Giani.

“Nel 2020 le previsioni per il Pil italiano sono di una discesa del 9% ma l’Istat ha detto che ad agosto un rimbalzo nel calo della produzione industriale c’è stato. Servono ora politiche d’espansione per affrontare un mix composto da calo nella domanda dei consumi, incertezza e una tendenza da parte delle imprese a rinviare gli investimenti” ha detto Cottarelli. Una delle maggiori incertezze nei mesi a venire è rappresentato dal rischio di un possibile secondo lockdown o comunque di chiusure a macchia di leopardo sia in Italia che nel resto del mondo. “C’è poi un rischio politico che riguarda il come e per quanto l’Europa sarà solidare con l’Italia così come lo è stata negli ultimi mesi” ha aggiunto.

Infine, sul tema delle riforme da fare, il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici ha elencato alcune misure precise: “I fondi del Recovery Plan saranno espressamente destinati a riforme per ammodernare la pubblica amministrazione, per favorire la digitalizzazione, per il potenziamento delle infrastrutture e per investire sul capitale umano. Per l’Italia, infine, oltre alle riforme, è necessario abbassare le tasse”.

All’intervento di Cottarelli ha fatto seguito una tavola rotonda intitolata “Può il sistema portuale essere il fulcro della resilienza del sistema economico produttivo?” alla quale hanno preso parte esponenti del mondo portuale, marittimo e della nautica (Pietro Angelini, direttore generale NA.VI.Go., Stefano Corsini, presidente AdSP Mar Tirreno Settentrionale, Massimo Deiana, presidente AdSP Mar di Sardegna, Antonio Errigo, vicedirettore generale Alis, Ercole Incalza, ex vertice della Struttura tecnica di missione del Mit, Matteo Catani, board member di Assarmatori, Pino Musolino, commissario straordinario AdSP Mar Adriatico Settentrionale, Ugo Patroni Griffi, presidente AdSP Mar Adriatico Meridionale, Luca Sisto, direttore Generale di Confitarma e Fabrizio Vettosi, managing director di Vsl Club.

Durante il dibattito sono emerse alcune criticità urgenti da affrontare, sia per i porti che per le navi battenti bandiera italiana. I presidenti delle port authority sono tornati a chiedere semplificazione e indirizzi chiari da Roma sul come potersi muovere: sulle banchine italiane i progetti di sviluppo e le risorse finanziarie non mancano, il problema è riuscire a spendere quelle risorse. Il tavolo nazionale dei presidenti delle AdSP non si riunisce con sufficiente regolarità e le richieste di poter beneficiare di una ‘corsia preferenziale’, o di un iter semplificato, per spendere quelle risorse finora è stato negato ad Assoporti da parte del Mit.

Dal commissario Musolino è stato posto un interrogativo, ripreso poi nel suo intervento conclusivo anche dall’Ammiraglio Giovanni Pettorino, largamente apprezzato da platea e relatori: “Ma siamo sicuri che in Italia siano necessarie tutte le nuove opere infrastrutturali nei porti che sono state programmate?”. Un tema che rimanda anche alla distribuzione di risorse, all’autonomia e allo scarso coordinamento fra le singole Autorità di Sistema Portuale sparse per lo Stivale. Incalza ha ricordato come pochi anni fa si era pensato di ridurre da 24 a 7 le Autorità portuali italiane e secondo l’eserto dirigente ministeriale in futuro sarà inevitabile arrivare a un unico fondo nazionale dentro il quale saranno convogliate le risorse finanziarie da destinare poi a i porti per i relativi progetti di sviluppo. Insomma un maggiore accentramento a Roma della capacità di spesa delle port authority.

Anche sul versante marittimo il tema dominante durante la tavola rotonda è stata la semplificazione, abbinata alla necessità da parte dello Stato di riconoscere la funzione essenziale rappresentata dal trasporto via mare sia di persone che di merci durante il lockdown, ma non solo, per il paese. Catani ha posto l’accento sulla necessità di rendere ancor più competitivo il cabotaggio nazionale, così come Sisto ha richiamato l’urgenza da parte del Governo di mettere in atto misure che consentano alla bandiera italiana di essere ancora appetibile per la flotta mercantile nazionale. Il rischio, dal prossimo anno con l’apertura alle altre bandiere comunitarie, è quello che società basate in Italia registrino le proprie navi sotto altre bandiere comunitarie come Malta e Cipro. Sottolineato inoltre il legame inscindibile che navi e porti devono avere nella programmazione locale e nazionale in Italia.

Prima del convegno, presso uno dei palazzi che compongono l’Accademia di Livorno, proprio il direttore di Confitarma, Luca Sisto, insieme al padrone di casa, il Comandante Ammiraglio Flavio Biaggi,

e l’Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, Comandante delle Scuole della Marina Militare, è stata inaugurata una sala dedicata alla Confederazione italiana armatori nella quale è stato trasferito da Roma lo ‘storico’ tavolo delle riunioni che per decenni ha visto confrontarsi l’armamento nazionale e sul quale ha preso vita il Registro Internazionale.