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Marittimi italiani in rivolta contro gli armatori per questioni di sicurezza e di imbarchi: le denunce di Orsa

I rapporti fra i marittimi italiani e le compagnie di navigazione che operano le navi nel doppio registro internazionale sono tornati a essere molto tesi.

Una situazione che riguarda in particolare Corsica Ferries, secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY, nelle prossime ore sfocerà in un’azione legale con tanto di segnalazioni alla Procura di Genova, al Corpo delle Capitanerie di porto, al Ministero dei trasporti e alle autorità competenti francesi. La questione nello specifico riguardarderebbe la sicurezza della navigazione.

Ieri il sindacato Orsa Marittimi ha diffuso una nota nella quale si legge: “Con l’arrivo del Covid-19 in Italia, alcuni armatori di navi ro-ro passeggeri, hanno deciso di non voler pagare le ore di lavoro straordinario effettuate dagli equipaggi, pur essendo le navi in linea o armate ferme nei porti per lavori. Detto comportamento non è tollerabile in quanto l’equipaggio comunque viene impiegato per svolgere le attività di caricazione/discarica (merci, autoveicoli, passeggeri), la manovre di disormeggio e ormeggio, rifornimenti vari, provviste, bunker, conduzione nave, gestione apparato motore e impianti accessori, guardia di conduzione”. Insomma lavori di manutenzione e sicurezza “onde evitare incidenti o pericoli”.

Il sindacato Orsa prosegue ricordando che le navi in sosta devono avere a bordo almeno un terzo dell’equipaggio “per garantire gli standard di sicurezza come previsto da leggi e regolamenti, al fine di salvaguardare l’incolumità degli equipaggi durante la sosta, nonché l’incolumità dei cittadini che risiedono nella zona e quindi al fine di prevenire eventuali incidenti in ambito portuale”. Il sindacato fa poi esplicito riferimento all’obbligo di “mantenere in efficienza e in stato di pronto intervento gli impianti e i servizi di bordo per la rilevazione e l’estinzione degli incendi”. Insomma l’invito agli organi preposti è quello di eseguire le necessarie verifiche e alle compagnie di navigazione di evitare inadempienze a livello economico nei confronti degli equipaggi.

Sempre Orsa Marittimi in un’altra nota ha anche denunciato pubblicamente “abusi” da parte di più armatori che operano navi iscritte al doppio registro internazionale. “Anziché rispettare la legge n.122 del 7 luglio 2016 che all’articolo 24 comma 12 punto b, prevede l’obbligo di imbracare solo marittimi italiani/comunitari, la interpretano. Infatti su molte navi ro-ro pax imbarcano personale non comunitario con paghe da fame”. Il riferimento è alle previsioni della cosiddetta ‘legge Cociancich’ che prende il nome dal suo proponente e che imporrebbe l’obbligo di imbarcare solo marittimi italiani comunitari per le navi ro-pax attive sulle rotte di cabotaggio fra porti nazionali “anche a seguito o in precedenza di un viaggio proveniente da o diretto verso un altro Stato”. Sull’effettiva entrata in vigore o meno della legge Cociancich non c’è mai stata chiarezza perché sulla validità della norma era arrivato un preventivo via libera di Bruxelles solo per alcuni articoli. Negli ultimi due anni poi non si è saputo più nulla e il  Ministero dei trasporti sulla materia non ha mai fornito spiegazioni.

Sempre l’Orsa, attaccando anche gli altri sindacati dei lavoratori accusati di stare in silenzio su queste questioni, solleva infine il tema dei marittimi imbarcati su navi iscritte nel doppio registro internazionale che, “all’atto dello sbarco per avvicendamento per usufruire del riposo a casa, vengono cancellati dal turno particolare e rimesso a turno all’atto dell’imbarco. Questo comportamento di molti armatori segna numerose scoperture contributive nei vari periodi di riposo dall’inizio del rapporto di lavoro”.

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