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Le tensioni fra Erdogan e Macron potrebbero favorire il porto di Trieste (AGGIORNATO)

“Gli accadimenti di questi giorni che vedono protagonista la Turchia in aperto scontro con la Francia sono certamente sotto la nostra attenzione, tenuto conto che i traffici portuali tra Ankara e l’Europa passano per l’80% da Trieste e per il restante 20% proprio dalla Francia”. A dirlo è stato il il presidente dell’Autorità di sistema […]

di Nicola Capuzzo
30 Ottobre 2020
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“Gli accadimenti di questi giorni che vedono protagonista la Turchia in aperto scontro con la Francia sono certamente sotto la nostra attenzione, tenuto conto che i traffici portuali tra Ankara e l’Europa passano per l’80% da Trieste e per il restante 20% proprio dalla Francia”. A dirlo è stato il il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, a margine di un incontro pubblico andato in scena nel capoluogo giuliano. “Ora se la situazione dovesse proseguire lungo questi binari, è possibile che quel 20% possa prendere la strada proprio di Trieste. Noi seguiamo attentamente e monitoriamo”.

Il riferimento del presidente della port authority è ai contrasti fra i presidenti di Turchia e Francia, rispettivamente Erdogan e Macron, e al conseguente possibile impatto sulle linee marittime ro-ro operate da DfdS Med che collegano la Turchia con l’Alto Adriatico e con il porto francese di Marsiglia. È possibile, dunque, che caricatori e operatori logistici scelgano di privilegiare la soluzione italiana come porta d’accesso verso l’Europa e questo si tradurrebbe in un incremento dei volumi imbarcati e sbarcati.

Nella stessa occasione Zeno D’Agostino, a proposito dell’acquisizione della Piattaforma Logistica di Trieste, ha spiegato che “Amburgo deve fare la golden power come è successo con l’Ungheria e vedremo nelle prossime settimane che tipo di riscontro ci sarà a livello romano rispetto all’acquisizione da parte di Hhla”. I passaggi di proprietà di alcune infrastrutture di trasporto ritenute strategiche da un punto di vista geopolitico sono infatti soggette a preventivo via libera da parte del Governo italiano (lo stesso era avvenuto nei mesi scorsi per l’operazione Psa – Sech nel porto di Genova).

Nella serata di venerdì 30 ottobre la ex governatrice della Regione Friuli, Deborah Serracchiani, ha rivelato che da Palazzo Chigi è arrivato il semaforo verde su questa operazione: “La decisione del Consiglio dei Ministri era attesa ed è arrivata puntuale, confermando che il nostro Governo vuole accompagnare la crescita del porto di Trieste. Viene sancita al massimo livello la piena legittimità dell’accordo fra gli operatori privati con la compagnia pubblica di logistica del porto di Amburgo e si apre uno scenario tutto rivolto al futuro e allo sviluppo ulteriore di uno dei veri scali  strategici italiani”. Con queste parole la deputata Debora Serracchiani ha commentato la decisione del CdM di non esercitare il diritto di veto che la legge riserva al Governo su operazioni di acquisizione di quote azionarie parziali o complessive di aziende strategiche per l’economia nazionale, che dà il definitivo via libera all’accordo fra Hamburger Hafen und Logistik AG (Hhla) con i soci Icop e Francesco Parisi per entrare nel capitale della Piattaforma logistica di Trieste.

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